L’appuntamento annuale di previsioni e riflessioni criminali per camorra e mafia (Agoravox.it).

di Sergio Nazzaro e Nicola Biondo

Camorra:

Manuale per giovani camorristi: guida alla gestione del potere e del territorio. Questo è il nuovo libro a cui sto lavorando. Se non si riesce a convincere lo Stato a non essere Criminale, conviene provare a convincere la Camorra a diventare Stato. Un welfare sociale serio di assistenza non solo ai carcerati, implementazione di un’imprenditorialità che rinuncia al pizzo, poiché avendo tutto il territorio in mano è più semplice creare un’economia che funziona e che alimenta le casse della Camorra stessa. Questa sarebbe una reale inversione di tendenza per il 2012. Non più territori poveri, sguaiati, disoccupati, ma brillanti dinamici ed efficienti. Il 2011 si chiude con Zagaria e Iovine in manette. Tutto qua?, ci si chiede a vederli così compassati. Il grande male veste casual. Erano a casa loro, nascosti in un bunker. Tutto come da copione. Vittorio Pisani, ex capo della mobile, al momento inquisito, partecipa alla cattura: soliti commenti banali sui giornali e di qualche politico: se qualcuno avesse visto Infernal Affairs (non quello brutto di Martin Scorsese, ma l’originale made in Hong Kong) potrebbe, forse comprendere. Pisani, nella banalità violenta della camorra, diventa un eroe tragico che nessuna penna avrebbe potuto creare. L’unica figura, nel pressapochismo di analisi e opinioni, che rende il territorio campano una suggestione interessante. E di poi si parla tanto di Pisani, dimenticandosi che Ganzer, comandante del ROS dei Carabinieri è stato condannato a 14 anni in primo grado. Ganzer non è stato trasferito da Roma a Napoli, come invece è accaduto a Pisani da Napoli a Roma. Il crimine e la sua lotta sono un affare complesso, meglio che piccoli analisti e scrittori banali se ne tengono alla larga poiché potrebbero vacillare le loro convinzioni da manichei. Comunque abbiamo chiuso il capitolo Casalesi, e mò? Di cosa si potrà parlare? Forse capire quale mente originale si nasconde dietro i furti in serie ai danni dei calciatori del Napoli? Ma siamo già in altra provincia, quella che soffre di nostalgia per Ciruzzo O’Millionario. Dopo di lui, il vuoto. Un poliziotto mi ha confidato: se i napoletani e casertani riuscissero a organizzarsi come i calabresi e i siciliani sarebbero veramente pericolosi. Cutolo ci era già arrivato a questa conclusione. Quindi in quel di Napoli tutto tace, eccezion fatta per muri pieni di denaro contante degli usurai: la saldatura tra mattone e denaro, è il caso di dire.

Tornando in provincia di Caserta, che succederà se Nicola Cosentino va in galera? Chi prenderà le redini del potere? Certo, finché c’è voto parlamentare c’è possibilità di salvezza, e Cosentino è persona di grande capacità. Bisogna ammetterlo, un ciclo si sta chiudendo, speriamo di non finire come per la politica a rimpiangere i democristiani. Almeno a Mondragone lo si fa, dove la micro criminalità impazza con rapine da pochi euri, e cerca di spadroneggiare con delinquenti tanto disperati e ignobili che la liberalizzazione dell’uso delle armi non sarebbe affatto un male.

Il 2012 sarà ancora più dimenticatoio di camorra, qualche stupore ogni tanto, ma nessun sussulto straordinario. Dimenticati e dimentichi che tutte le colpe non possono essere sempre dei “cattivi ragazzi” e quindi qualcuno si dovrà pur interrogare e mandare a fanculo certi colletti bianchi e politici di livello comunal-provincial-regionale sono per il buon gusto e la necessità di doverlo fare. Certo è che se il 2012 seguisse Ercolano e la sua denuncia di massa, allora si che si aprirebbe un trend rialzista, come si afferma in borsa. Attilio Bolzoni mi copia (lo scrivo con affetto) perché essendo lui assunto a Repubblica, finalmente scrive quello che predico da tempo: camorra stracciona, topi fuori dalla città. E’ bello leggere sullo stesso giornale che faceva mitologia dei Casalesi, la riduzione di un problema ad un problema, senza aggettivi di contorno. E solo Bolzoni poteva farlo. Ad Ercolano i commercianti hanno denunciato tutti gli estorsori. Così si combatte la crisi attuale e si afferma la civiltà: facitece faticà in santa pace. Metto in nota come questi commercianti non hanno scorte, non vivono all’estero, ma lavorano dove denunciano, così come tanti magistrati normali. Ecco, outlook camorra 2012: fine del mito del male. Eliminazione dei cantanti X factor camorra, impostazione del problema con atteggiamento e soluzioni serie, cioè attraverso le denunce e l’indicizzazione al pubblico ludibrio di quei colletti e politici di cui sopra che infettano con la loro ignoranza ancora troppa terra del Sud.

Mafia:

Le poche volte che ho fatto delle previsioni sono stato smentito dai fatti. E accaduto su queste pagine lo scorso anno nel Mafia Outlook 2011. Per Totò Cuffaro avevo previsto la condanna ma non l’entrata in carcere. Immaginavo che la Cassazione stilasse il verdetto per Marcello Dell’Utri, condannato a 7 anni in Appello per mafia, e invece niente. Si è allungato l’iter del processo al generale Mario Mori per la mancata cattura di Provenzano per il quale, sempre un anno fa, immaginavo l’assoluzione. Ho invece azzeccato in pieno la fine di Massimo Ciancimino, da star a testimone a inaffidabile cialtrone. Oggi mi chiedo se sono questi i processi a cui bisogna guardare per capire cosa è la mafia siciliana, qual è il suo futuro e soprattutto il nostro. Ci proviamo utilizzando parole d’ordine, slogan che altro non sono che domande. L’Istat ci dice che il tasso di corruzione nella politica e nella pubblica amministrazione è di gran lunga maggiore che all’alba di Mani pulite. E questo è un bene per boss e picciotti. Perché i loro interlocutori nelle istituzioni non vedono l’ora di vendersi. In passato per accaparrarsi l’appalto si poteva anche usare la minaccia o, extrema ratio, la pistola. Oggi non è più necessario. E il mafioso, quello vecchio stile, non si presenta in Comune. Ha le sue aziende, lavora bene, è consociato con altre realtà – magari le mitiche cooperative rosse. A mandarle avanti ci sono i figli o i soliti prestanome dalla fedina penale immacolata. A loro volta godono dei favori dei soliti professionisti: direttori di banca, notai, avvocati, consulenti per i fondi comunitari. Molte di queste rendite, di questi percorsi di successo, potrebbero essere colpiti da approfondite verifiche fiscali come sostiene il governo Monti. Ma è mai possibile? La mia personale risposta è no. Per un motivo semplice: se sommiamo il fatturato delle mafie italiane a quello prodotto dalla corruzione e la somma la addizioniamo all’evasione fiscale viene fuori una cifra impossibile da scrivere. Ci hanno provato al quartier generale della Finanza. E il report finale sostiene che se queste cifre venissero intaccate anche solo per un dieci percento l’Italia cadrebbe in un baratro finanziario non più gestibile. I consumi crollerebbero, ci sarebbe una gigantesca fuga di capitali, le banche non potrebbero garantire liquidità. Fate questa prova: immaginiamo che d’incanto Cosa nostra smetta di gestire i suoi welfare, legali e illegali. Quante banche, aziende, studi professionali, intere filiere produttive crollerebbero? Lo Stato italiano saprebbe riempire il vuoto, dare risposte immediate ad un economia che da 60 anni si fonda su questa valanga di soldi? Cosa nostra ha una visione democratica dell’economia: se sei bravo noi ti aiutiamo. Il successo per chi si rivolge alla mafia è a portata di mano. Vi sembra che lo Stato italiano, le banche, le amministrazioni locali promuovano la libera imprenditoria, premino le idee, sostengano i migliori? La differenza è che si può non aderire alla mafia ma non puoi non aderire alle regole dello Stato. Un ventennio è passato dalla fine cruenta della Prima Repubblica, scandita da trattative, stragi e una crisi economica molto simile a questa. Oggi come allora il trapasso di un regime avviene sotto il segno di un governo tecnico. Ma la storia non si ripete semmai si evolve. Oggi Cosa nostra è in crisi di leadership, di vocazioni, di obiettivi. Eppure la sua storia non sembra finita perché i suoi metodi hanno fatto breccia, sono diventati cultura egemone. I suoi soldi sono diventati soldi di tutti. L’outlook 2012 prevede quindi almeno due domande e una mezza certezza. Fin quando la UE troverà conveniente avere uno Stato indebitato con le mafie e la corruzione? Il Professore Monti sarà capace di sfidare uno Stato sleale nei confronti dei suoi cittadini? Ed ecco la sola mezza certezza. Che se si vota presto, il giovane Alfano, sotto l’ala protettrice dell’ex-giovane Casini, potrebbe farcela. E allora sì che la storia potrebbe ripetersi, una nuova-vecchia edizione della Prima Repubblica con le sue mafie e i suoi patti. Come se niente fosse. E al posto del Grande Fratello, un nuovo reality per chi vuole successo senza fatica. Il titolo? Sposerò la figlia di Matteo Messina Denaro.