Castel Volturno: reportage sulla mafia africana (Einaudi Editore)

Sinossi: La costa che unisce Caserta e Napoli è il luogo di questo reportage nel cuore del delta del Volturno. Un territorio, un villaggio globale in cui hanno residenza la mafia africana, lo sfruttamento e la tratta di esseri umani, la quotidiana angoscia e follia delle donne e degli uomini che cercano una via d’uscita da un luogo che ha confini inesplorati. Tra violenze brutali, fughe disperate, atti di eroismo, si consuma il vivere giorno dopo giorno di una nuova enclave nel cuore dell’Italia. Un filo collega i barconi dei disperati in fuga nel Mediterraneo, i sacrifici umani e i riti vudú africani, la camorra e la corruzione politica, le indagini delle forze dell’ordine nei quattro angoli del pianeta e il riscatto di chi coltiva i beni confiscati alla criminalità organizzata. Un filo che scioglie i suoi nodi sul litorale della Domiziana, il piú grande esperimento sociale libero da ogni regola e contratto sociale. Ogni azione è un’azione solitaria, un coro di voci e di vite che si mescolano intrecciandosi e costruendo il villaggio del delta. Un reportage sociale, umano, di ciò che rimane o probabilmente sta diventando l’enclave piú multiculturale d’Italia, ma nella più completa assenza di Stato, burocrazia e regolamenti. Un punto di approdo di vita e di morte, di strade che rimangono con le buche e di terra malata di rifiuti tossici, di resistenze e desolata malinconia. Per il reportage Castel Volturno Sergio Nazzaro ha ricevuto il Premio Testimone di Pace 2013 


Rassegna Stampa:

Il Sole 24 ORERAI Radio 3, Corriere del Mezzogiorno, ANSA, Eco Radio, Letture Sconclusionate, Eco Radio, Rete Italia Australia, Fanpage.it, Libri Tempo x Me, il Mattino, Rete Toscana Classica, Radio Godot, Repubblica Napoli, Agoravox.it, Pulp Libri, Corriere del Mezzogiorno (Francesco Durante), RAI Radio 1Recensito

dice la stampa:

E Nazzaro (che è il più esperto conoscitore della mafia nera) questo viaggio lo ricompie tutto, chilometro per chilometro. Ogni voce di questo racconto ha l’emotività e l’empatia dell’ascolto, della conoscenza. Ogni luogo è stato percorso e visitato. La pagina restituisce l’intensità dell’esperienza diretta. Così il viaggio dentro la mafia nera è reale, l’autore si mischia, va, cammina con i suoi testimoni, nulla è riportato da altra fonte se non quella dello sguardo dell’autore. Il giornalista è, come deve essere, osservatore quindi narratore senza altra mediazione. La lingua è netta ed emotiva, secondo un equilibrio sempre centrato. Il libro di Nazzaro non è una lettura aggiuntiva, di quelle cioè che sarebbe meglio fare ma che in fondo tralasciare non è tutto sommato una mancanza così grave. E’ invece una lettura necessaria. Opportuna ed importante. Per capire, ovvio. Per conoscere un fenomeno che per quanto vicino resta impenetrabile. Perché questo è un libro bello e riuscito. Ma soprattutto per lasciarsi toccare, per imparare forse a sapere, qualche volta e da qui in avanti, allungare la mano. (Il Sole 24 Ore)

Sergio Nazzaro, giornalista specializzato in inchieste spericolate. Nazzaro, come in tutti i suoi libri, anche qui è in cerca di storie forti, con un gusto terribilista che può non piacere. Gli si deve comunque riconoscere abbondanza di documentazione, e una particolare abilità nel “cucire” i suoi materiali cronistico-antropologici avendo sempre presente un programma che, pur fondato esclusivamente su dati reali, da quelli tende sempre a partire per per tangenti ostinatamente narrative. (Francesco Durante Corriere del Mezzogiorno)

Diciamo la verità: se non fosse per giornalisti seri come Nazzaro, la nostra tendenza congenita all’amnesia farebbe dimenticare anche quella che per anni è stata fatta passare per l’Emergenza con la E maiuscola: l’immigrazione clandestina. Castel Volturno c’è la fa visitare un osservatore attento e acuto come Nazzaro, e grazie a lui ci si rende conto di quanto sia sfocata, grossolana e a volte del tutto falsa, la favola che ci raccontano talk show e titoloni dei Grandi Quotidiani. (Umberto Rossi Pulp Libri) 

In un gioco di rifrazioni, nel fortino del delta del Volturno ci sono anche carabinieri, polizia, guardia di finanza, ma non si capisce se sono asserragliati nel commissariato perché circondati oppure per tentare di applicare la legge. Eroi di periferia, Ros confusi tra banditi e tossici, Nazzaro ha il merito di portare i loro nomi alla ribalta: Davide Della Cioppa, Stefano Ricciardiello, il colonnello Casagrande, il maggiore Alessio Sgamma, per farne qualcuno. Sanno tutto e conoscono tutti: anni di intercettazioni, pedinamenti, osservazioni, studi di dialetti e lingue sconosciuti, identità celate dietro decine di alias e soprannomi per sgominare un gruppo di trenta, quaranta, ottanta persone. Una moltitudine: un tentacolo. Pochi giorni e quei volti di ragazze sfruttate, quegli occhi attenti di pusher, le voci dei grossisti del traffico, vengono sostituiti da nuovi volti, occhi, voci. Un nuovo tentacolo si autogenera, come coda di lucertola, e ricominciano le indagini. (Francesco De Filippo ANSA)


dal sito Einaudi

Dopo Buccinasco di Nando dalla Chiesa e Martina Panzarasa – indagine sulla ‘ndrangheta al nord Italia, in libreria da ottobre -, un nuovo titolo nei Passaggi Einaudi si occupa di criminalità organizzata, spostandosi nel delta del Volturno, tra Caserta e Napoli, per un reportage sulla mafia africana. «Perché nel delta, la mafia africana ha il suo centro di potere. Connesso con tutta l’Italia e le sue città, il crimine organizzato nero traffica in droga, minorenni, compie riti vudù e minaccia sacrifici umani. Fatti accertati, non romanzati»: il lavoro di Sergio Nazzaro – il più autorevole esperto di mafia nera nel nostro paese- ricostruisce la ragnatela di attività della criminalità africana, dalla tratta di esseri umani ai collegamenti con la camorra e la corruzione politica, addentrandosi – grazie a preziose testimonianze dirette e una meticolosa ricostruzione dei fatti – in un territorio diventato incrocio di culture, illegalità e disperazione, un villaggio globale dove Stato e regole non esistono. Castel Volturno è un viaggio, duro e crudele, in quella che sta diventando l’enclave più multiculturale d’Italia, crocevia di un dramma sociale e umano che ha radici lontane ma che, in Campania, ha trovato le condizioni per un “innesto perfetto”.

Indice 1) Orfananza 2) 34°05’6N 012°25’2E 3) Vergogno me 4) Domiziana km 43, n.1083 5) Quote nere 6) Quote bianche 7) Quote extracomunitarie 8) Palma di dio 9) Made in Castel Volturno 10) Made in Italy: punto e a stiro 11) Budget di salute 12) Il Villaggio 13) Le guardie 14) Chiese pentecostali 15) La casa di Monica 16) Rapimenti neri in terra bianca 17) Venus: non manca nessuno 18) A sud del confine 19) Culto del cargo 


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Castel Volturno audio capitolo: Capitolo Ottavo Palma di Dio

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Il Ministro Cécile Kyenge riceve in dono Castel Volturno (Einaudi)

Il Ministro Cécile Kyenge riceve Castel Volturno (Einaudi)