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	<title>sergio nazzaro &#187; Storie per la Memoria</title>
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		<title>Rocco Pellegrini</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 14:03:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Rocco Pellegrini Martedì 28 ottobre 2008 verso le 19 è morto mio nipote Rocco Pellegrini, un bambino di 15 mesi. E’ tragico quel che sto per fare perché io ero il nonno di questo bambino che portava il mio stesso nome e la cosa normale è che lui avesse seppellito me, essendo questa la logica del corso naturale della vita. Ma un tragico incidente di famiglia, una fatalità ineluttabile ha stroncato la sua giovane vita lasciando il padre, la madre, me e mia moglie in una disperazione così sorda e crudele che è difficile anche parlarne. E’ come se il mio cuore fosse stato gelato da un freddo assoluto ed inesorabile e la vita stessa in questo momento mi sembra un fardello difficile da sopportare. Lui era la mia vita e come farò adesso a vivere? Credetemi è un’esperienza che non auguro a nessuno, una ferita aperta e sanguinante che, spero, soltanto il tempo, che sana tutto col suo scorrere inesorabile, riuscirà a rendere meno onnipresente come oggi è per me. Neanche la preghiera e la convinzione assoluta che come credente nutro, che la vita nell’altro mondo sia migliore di questa oggi mi consola e mi da un qualche [...]]]></description>
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		<title>Fortunato Montella</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 13:56:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fortunato Montella è morto con un braccio strappato, maciullato sotto la propria macchina. Volevano rapinargli la macchina. Si è opposto, lo hanno trascinato fino a strappargli il braccio, poi il corpo è stato travolto dalla macchina. I carabinieri quando arrivano sul luogo della disgrazia, chiamano i figli. Stanno cercando il padre, perchè ha investito qualcuno, irriconoscibile ormai tra le lamiere, e la paura lo ha fatto scappare. Piccola beffa notturna. Il padre è proprio sotto la macchina. Vedovo da pochi mesi, Fortunato cercava di riprendere in mano la propria vita. Una cena con gli amici a Melito, qualche ballo, e poi la strada del ritorno fino alla fatidica rotonda di Casavatore. Sono le due del mattino. I rapinatori con la tecnica del tamponamento lo fanno fermare, lo aggrediscono. Ma Fortunato reagisce. Non è da oggi che la Circumvallazione esterna è definita la strada delle rapine. Una morte atroce, assurda, silenziosa. Qualche piccolo articolo di giornale e poi basta. Anche questo è camorra? Si, ma non solo. E’ il degrado assoluto raggiunto dalla civiltà nelle periferie di Napoli e Caserta. E’ uno sputare continuo sulla dignità della vita. Come è possibile che nel fermento anti camorra che pervade l’Italia la morte [...]]]></description>
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		<title>Michele Landa</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Sep 2006 13:45:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[da Io, per fortuna c&#8217;ho la camorra (Fazi Editore 2009) Michele Landa muore il 6 settembre 2006 alle 4 del mattino. Ucciso a colpi di pistola prima, e poi bruciato nella macchina di servizio. Una storia che non ha avuto diritto di ospitalità nell’informazione. Una storia che deve essere raccontata. Michele Landa è un metronotte di Mondragone. La sua attività preferita è coltivare il piccolo pezzo di terra di famiglia. Ama fare ed essere un contadino: “Tu lo sai come sono fatti gli stipendi qua al Sud, e quindi papà lavorava come metronotte per portare qualcosa in più a casa”. Angela Landa ha la voce dignitosamente ferma, quando mi racconta i dettagli della morte del padre. “Papà, faceva questo lavoro da 24 anni, e la notte quando è stato ucciso, gli mancava solo un mese per andare finalmente in pensione”. I figli, invece, riceveranno da parte della cooperativa Lavoro &#38; Giustizia, l’ultima busta paga del padre con due ore di lavoro decurtate. Già, perché Landa riceve il suo ultimo stipendio, meno le ore che sicuramente non ha svolto. Tutto questo lo si deduce dalla macchina di altri colleghi metronotte che, avvistano alle 4 del mattino per l’ultima volta Michele Landa, [...]]]></description>
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		<title>Giovanna Curcio</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jul 2006 14:03:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giovanna Curcio è morta il 6 luglio intorno alle 5 di pomeriggio, bruciata viva in una fabbrica di materassi, nel Sud Italia. Nella nostra nazione di contratti a progetto non desta stupore che una giovane di 15 anni lasci la scuola e che trovi una fabbrica di materassi in uno scantinato di un palazzo. Nessuno se ne stupisce. Operaie sfruttate per pochi euri. Eppure di scantinati adibiti a fabbriche ce ne sono in quantità industriale al Sud. Ma nessuno, a quanto pare, proprio nessuno le vede. Sapete, questi posti, gli scantinati, sono luoghi interessanti, alla fine ti ci affezioni pure. D’inverno, mentre piove ti senti al sicuro. D’estate con il caldo, ci trovi un poco di fresco anche. E il padrone scende da sopra per rimproverarti. Senso del potere, scendere da sopra. E quando esci dal lavoro, risali sul marciapiede, ti accorgi che hai passato un altro giorno della tua vita, sotto il livello della strada. Già, oggi me ne vado a trovare degli amici al vecchio lavoro: in uno scantinato. Le facce sono indaffarate. Si corre, dalle piccole feritoie entra il gas di scarico delle macchine. Ma nessuno vede. Anzi se qualcuno va in comune e chiede una licenza [...]]]></description>
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		<title>Edward R. Murrow</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 12:03:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Edward R. Murrow]]></category>
		<category><![CDATA[Good Night and Good Luck]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che sto per dire a molti non piacerà. Quando il discorso sarà terminato, alcune persone potranno accusare questo reporter di sputare nel piatto in cui mangia, e la vostra organizzazione potrà essere accusata di aver dato ospitalità ad idee eretiche ed addirittura pericolose. Ma la struttura articolata di network, agenzie di pubblicità e sponsor non subirà scossoni, né sarà alterata. È mio desiderio e mio dovere parlare apertamente a tutti voi di ciò che sta accadendo alla radio e alla televisione, e se quello che dico è irresponsabile, allora io solo sono da ritenere responsabile. La nostra storia sarà quella che noi vogliamo che sia. E se tra 50 o 100 anni degli storici vedranno le registrazioni settimanali di tutti e tre i nostri network, si ritroveranno di fronte a immagini in bianco e nero, o a colori, prova della decadenza, della vacuità e dell’isolamento dalla realtà del mondo in cui viviamo. Al momento attuale siamo tutti grassi, benestanti, compiaciuti e compiacenti. C’è un’allergia insita in noi alle notizie spiacevoli e disturbanti, e i nostri mass media riflettono questa tendenza. Ma se non decidiamo di scrollarci di dosso l’abbondanza, non riconosciamo che la televisione soprattutto viene utilizzata per distrarci, [...]]]></description>
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		<title>Don Peppe Diana</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 1994 15:44:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Don Peppe Diana (natale 1991) PER AMORE DEL MIO POPOLO NON TACERO&#8217; (scarica il pdf Per Amore del mio Popolo &#8211; Natale 1991 ) Siamo preoccupati. Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra. Come battezzati in Cristo, come pastori della Forania di Casal di Principe ci sentiamo investiti in pieno della nostra responsabilità di essere “segno di contraddizione”. Coscienti che come chiesa “dobbiamo educare con la parola e la testimonianza di vita alla prima beatitudine del Vangelo che é la povertà, come distacco dalla ricerca del superfluo, da ogni ambiguo compromesso o ingiusto privilegio, come servizio sino al dono di sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà”. La Camorra La Camorra oggi é una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana. I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l’imprenditore più temerario; traffici illeciti per l’acquisto e lo spaccio [...]]]></description>
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