D di Repubblica: Burj Khalifa

Il foto reportage esclusivo del Burj Khalifa di Dubai, il grattacielo più alto al mondo. Accompagno con il mio racconto-reportage della super torre, per D di Repubblica, le spettacolari foto di Iwan Baan (www.iwan.com), considerato il più importante fotografo di architettura al mondo. Per approfondire leggi anche Dubai Confidential, i segreti della città del lusso e guarda il fotoreportage qui.

 

SCARICA IL PDF: D Repubblica Burj

12 Ore nella Torre più alta del mondo
di Sergio Nazzaro foto di Iwan Baan
Sole e acciaio. Chissà cosa scriverebbe Yukio Mishima del Burj Khalifa. Trentacinque gradi. Il sole si riflette sulle lastre di vetro e acciaio del grattacielo più alto al mondo. Il riflesso probabilmente sta svegliando qualcuno che dorme nell’emisfero ancora al buio. Abbasso lo sguardo. Un giramento di testa. Troppo alto. Sono ai piedi del Burj Khalifa in compagnia di Iwan Baan, fotografo. L’incarico del giornale: raccontare l’opera umana più alta al mondo. Raccontare che cosa si prova ad arrivare quasi al cospetto di Dio, con un ascensore veloce, però. Non conoscevo il lavoro di Baan prima di incontrarlo. Lo ammetto. Poi ho visto le sue foto, come piega le travi portanti mischiandole alle persone, e l’architettura d’improvviso è viva. E non molti sanno che, durante il viaggio di George Bush a Ulan Bator, è stato il fotografo ufficiale del presidente della Mongolia Nambaryn Enkhbayar. Persone che diventano architettura nella natura.
“Quanto è costato?”. Imre mi sorride, mentre mi aggiusta il badge e la casacca gialla fluorescente. Nome ungherese. Ma ormai è figlio del deserto. Il padre è un diplomatico a Dubai. Una parentela utile. E’ addetto alle pubbliche relazioni del colosso del Medio Oriente. Potevamo avere il tappeto rosso con una richiesta ufficiale. Ho preferito chiamare Imre. Visita semi ufficiale, almeno si può vedere anche quello che le visite ufficiali non mettono in mostra. Saltiamo la lunga fila dei visitatori della terrazza panoramica. “Il costo stimato della costruzione è 1,5 miliardi di dollari. Certo è che lo sceicco Khalifa, il sovrano di Abu Dhabi nonché Presidente degli Emirati Arabi, lo ha pagato molto più caro”. Il crack di Dubai è stato evitato con un assegno di ben 10 miliardi di dollari da parte della famiglia Khalifa. Per riconoscenza, il grattacielo ha cambiato nome dalla sera alla mattina: non più Burj (in arabo torre) Dubai, ma Burj Khalifa. Nel giro di qualche ora, anche Wikipedia si era aggiornata.
Siamo all’entrata degli operai e dei tecnici. Nascosta al pubblico da staccionate con il marchio Emaar, la sussidiaria del Governo che ha costruito la nuova Torre di Babele. Mettiamo i caschi di protezione ed entriamo dentro. Tanto colpisce la pienezza della torre nella città, tanto mi sorprende il vuoto interno. E il silenzio. Sono dentro uno dei tre piedi che formano la base. Gli operai stanno portando via i residui dei fuochi d’artificio dell’inaugurazione. Ci sono anche gli uomini della Megarme di Dubai. Gli scalatori di grattacieli. Hanno posizionato loro i fuochi d’artificio che ha visto tutto il mondo. Ma nessuno li conosce. Nessuno li ha visti. Come non si è visto il Presidente Bin Zayed, cioè l’uomo il cui nome è sulla torre, il giorno dell’inaugurazione. Abbiamo 12 ore di tempo. Un turno di lavoro. Sono le 8 del mattino. Ci accompagna l’ingegnere Shadid. Per la nostra sicurezza. Ma credo di più per controllarci.
“Stiamo finendo i lavori, deve essere perfetto, perciò è ancora vuoto dentro”. Sembra che mi abbia letto nel pensiero. I passi risuonano pesanti. Sicuramente sono le scarpe di sicurezza che ci hanno fatto indossare. Nuove e immacolate. Come le parole sussurrate che diventano eco immediatamente. Troppo vuoto. “Quando sarà veramente funzionale?”. Imre mi tocca il gomito con un gesto leggero. Non si devono fare troppe domande. Questa è la regola. “Qualche giorno, forse una settimana, inshallah”.
La torre dei grandi numeri. E dei primati. Anzi il primato è quello di avere tanti primati. Forse troppi. Primato anche dei numeri piccoli: cinque dollari è la paga oraria di un operaio. E ce ne sono 12.000 al lavoro. Cinque anche gli anni di costruzione, dal 2004 al 2009. 828 metri di altezza, antenna compresa. 169 piani. 57 ascensori. Oltre 1000 appartamenti privati, tra il 45esimo e il 108esimo piano. L’hotel Armani è posizionato al 37esimo piano. Il resto dei piani ad uso uffici. La terrazza panoramica è situata tra il 123esimo e il 124esimo piano. Numeri che cerco di mandare a memoria. Sempre troppi: 32.000 tonnellate di acciaio. 330.000 metri cubi di cemento. Le fondamenta scendono per 50 metri. 24.348 pezzi di vetro e allumino per coprire gli esterni, cioè la superficie di 17 campi di calcio, e pesante quasi 2 milioni di chilogrammi. 193.000 litri di silicone, e la lunghezza delle guarnizioni messe in fila coprono la distanza Dubai Damasco, cioè 1276 chilometri. Dimenticavo: 11 tonnellate di bulloni e dadi, per fortuna non c’è nessuno stadio nelle vicinanze altrimenti sarebbe stata una manna per gli ultras.
Il Burj Khalifa ospiterà anche la moschea più alta al mondo: al 158esimo piano. Almeno non si potrà dire che qualcuno li sopra non senta bene le preghiere di noi che stiamo giù. Imre ci chiama, l’ascensore di servizio ci porta all’Armani Hotel. Iwaan scatta con una veloce lentezza. Lo scatto digitale è continuo. Le foto finiscono sui giornali mondiali più importanti e anche nei musei.
Dal silenzio del piazzale d’entrata, cominciano a mischiarsi le voci. Anzi le grida. Tutti urlano ordini. Indicazioni e direzioni. E il vuoto del Burj Khalifa diventa un’immensa cassa di risonanza di mille e più lingue. Inglese, indi, urdu, cinese, francese, tedesco, americano, arabo, giapponese. Tutti parlano e, il suono, diventa un idioma nuovo e sconosciuto. L’ascensore si ferma. La moquette a terra. Distesa, marrone, elegante e raffinata. Qualche piano è pronto, altri no. L’Armani ha la precedenza. Shadid avanza a passi veloci. “Se ti dico una cosa, la scrivi”. Guardo Imre offeso. “Va bene: l’hotel è pronto perché ospita gli investitori. Quelli che vogliono provarlo per primo. Quelli che vogliono una notte di follia. Le solite storie di sempre”.
Vedo stanze ancora in costruzione. “Non dirmi che ti meravigli ancora? Da quanto frequenti Dubai? Sai bene che non è mai pronto nulla, allo stesso momento. Ma vorrei sapere in quale parte del mondo”. Guardo l’orologio. Sono già le 10. La meraviglia rapisce il tempo, c’è poco da fare. Shadid ci richiama. Si riparte in ascensore. Non solo sono i più veloci al mondo, 64 chilometri all’ora e le orecchie ne risentono, come se si fosse in un aereo, ma compiono il percorso più lungo al mondo. Dal livello zero fin su al reparto di manutenzione meccanica sotto l’antenna. Cerco di codificare la lingua del Burj. Suono suadente, a tratti gutturale, eppure veloce, danzante. Ma nessuno si capisce per davvero. Ognuno ripete le stesse frasi almeno tre volte, se non di più.
L’ascensore si ferma di nuovo. 180 metri percorsi in 10 secondi. Usciamo. Gli operai di Shadid devono fare dei controlli. Ci fermiamo almeno un’ora. Piano 87esimo. Perdo il conto tra le misure e i piani, tra quelli di servizio e quelli residenziali. Nessuna differenza: è un solo grande cantiere. Inaugurare non significa abitare. Come la metro di Dubai. Se la prendi, la fermata successiva è a 20 chilometri, perché le stazioni nel mezzo del percorso non sono ancora pronte. Prima inaugurare, poi forse, abitare. Iwan silenziosamente si perde sul piano. Lo scatto continuo diventa fievole.
Con Imre mi avvio nell’angolo che guarda verso le Emirates Towers e verso la Borsa di Dubai e il DME, il Dubai Merchantile Exchange. L’unico luogo al di fuori degli Stati Uniti dove si decide il prezzo del petrolio. Eppure già da questa altezza è tutto distante, insonorizzato. Ci sediamo a terra e sentiamo un filo teso di vento freddo, anche se fuori ci sono 35 gradi. Una guarnizione fissata male. “Ti sei seduto su un metro quadro da 7000 euro”. Mi guardo tra le gambe. Cade un poco di cenere a terra che il vento spazza via. Tutti gli appartamenti sono stati venduti nel giro di poche ore. E poi rivenduti per gli anni a venire. Finché dai 3000 euro metro quadro non si è arrivati fino a 15.000 euro metro quadro.
Avere una casa nella nuova Torre di Babele non ha prezzo, anche se ad una certa altezza ti puoi scordare la tua personale disposizione dei mobili. Tutto è saldamente inchiodato a terra. Altrimenti l’oscillazione di un metro calcolata per il vento, nei laboratori, ti distrugge il servizio buono di piatti e bicchieri. Più sei in alto, meno puoi decidere. Mi è scappata una metafora sul potere? D’un tratto di nuovo il silenzio.
E’ strano il Burj Khalifa, sembra posseduto da un respiro che si placa all’improvviso. E ti lascia solo. Migliaia di uomini, di pensieri e idee, di mani che attaccano milioni di pezzi per arrivare dove? Osservandolo da fuori, la supertorre è affascinante. Ad un certo punto ci si abitua. E diventa piccola. Si vuole di più. Andare oltre. Perciò la concorrente Nakheel, ma sempre sussidiaria del Governo di Dubai, sta già progettando una supertorre da 1 chilometro. A qualche decina di chilometri di distanza. E siccome si può vedere a ben 90 chilometri di stanza, gli abitanti delle supertorri si sentiranno vicini di nuvola. Il Burj Khalifa, progettato dalla Skidmore Owings e Merrill di Chicago, sembra che abbia tratto ispirazione da Frank Lloyd Wright e la sua supertorre da un miglio, presentata nel 1956. La sfida è “il chilometro”, perché il mezzo miglio ormai è raggiunto.
“Ma la spazzatura dove si butta?”. Imre comincia a spiegarmi il sistema penumatizzato di raccolta rifiuti differenziata. Immagino una lattina di pelati che cade nel vuoto e dice: “fin qui tutto bene”. E nel frattempo viene compressa dalla gravitazione, dalle forze del Burj, finché non arriva a terra già riciclata, e infilata come tappo su una bibita nel distributore vicino alla lunga fila per andare alla terrazza panoramica.
L’inglese indianizzato di Shadid ci richiama. Siamo operai che obbediscono agli ordini. Lo scatto digitale continuo si fa forte, ricompare Iwan. Si riprende l’ascensore per il cielo. La prossima tappa è la terrazza panoramica. Il fiore all’occhiello del progetto. Chi non ha comprato un appartamento, può passeggiare nella terrazza panoramica. 123esimo piano. Qualche manciata di secondi in ascensore e si arriva. Appena usciti siamo investiti da una luce bianca: il sole. E folla tutt’intorno. Sembra di essere sospesi nell’aria. Tutto è stato studiato per emozionare, stupire, quasi volare. Iwan scatta a ripetizione. La pellicola fotografica sarebbe stata una maledizione per fotografi come lui.
“E’ bellissimo!”. La mia esclamazione è quasi in faccia a Shadid. Rimane imperturbabile. “Lo vedo ogni giorno. Sempre uguale. Vorrei vedere di più la mia famiglia”. Anche se si può osservare per quasi cento chilometri intorno, non credo che Shadid riesca a vedere la sua famiglia da qui sopra. Il tempo passa sempre più velocemente. L’orologio segna già le 14. Altre 6 ore e finisce il turno. “Vuoi qualcosa da bere?”. No grazie Shadid, non mi fido dei tappi!
Chiedo del bagno, invece. Mi indicano una porta. Mi infilo dentro. Certo che ingegno umano ci vuole per far scaricare uno sciacquone a 442 metri di altezza. Come andare sulla luna. Premo. Schiaccio. Batto il con il pugno. Nulla.
“Lascia stare, non c’è ancora l’acqua!”.
La voce di Shadid mi riporta con i piedi a terra, si fa per dire ovviamente. Ma Shadid ci ha fatto una promessa. Ci porta fin sopra l’antenna. Ha bisogno di un visto per i parenti. Il padre di Imre lo sta aiutando. Lasciamo la terrazza panoramica e gli sciacquoni. Una sola fermata adesso. Quella finale. E poi imbragature, altri caschi e vedremo il mondo dalle nuvole per davvero. Forse Dio. Le porte si aprono e ci viene incontro un operaio con turbante e barba bianca. Sembra antico, più che anziano. Cominciano a confabulare velocissimi. Un dialetto di qualche valle indiana. Ad un certo punto Shadid con si rivolge ad Imre: “Abbiamo dimenticato le chiavi della porta di sicurezza. Stanno giù”. D’istinto guardo i miei piedi. “Non possiamo salire. Mi dispiace. L’ascensore ora serve per un’ospite importante che sta visitando la torre”. Ci guardiamo intorno. Non ci sono finestre, solo la luce dei neon. E le chiavi a oltre 800 metri più in basso. Dubai è il Mondo, la Vita: promesse scintillanti. La possibilità di raggiungere le vette più alte. E poi ti ritrovi bloccato, fermo, al chiuso. Le luci si spengono. Se ne è andata la luce. E’ finito il turno di lavoro. Sono le 20.00, tempo di Dubai. Lo scatto digitale si ferma. Non so perché, ma preferisco che non si apra l’ultima porta. Mi ricordo solo ora che non avevo nessuno domanda pronta per Dio, e poi il giornale non ci avrebbe mai creduto che fossi così arrivato in alto.
Iwan annuisce nel buio.
No TweetBacks yet. (Be the first to Tweet this post)
发中发娱乐赌场 广发娱乐赌场 金杯娱乐赌场 休闲娱乐赌场 莫斯科娱乐赌场 皇马娱乐场 华盛顿娱乐赌场 海立方娱乐赌场 红9娱乐赌场 金界娱乐赌场 辉煌国际 澳门威尼斯人娱乐赌场 公海赌船娱乐 豪享博娱乐赌场 中信国际娱乐 新概念娱乐赌场 皇都娱乐赌场 环球娱乐赌场 财富娱乐赌场 汇丰娱乐赌场 新花园娱乐赌场 红宝石娱乐赌场 土豪娱乐赌场 回力娱乐赌场 华侨人娱乐赌场 新东泰娱乐赌场 皇浦国际 大哥大娱乐赌场 皇家金堡娱乐 迪士尼娱乐赌场 鼎尚娱乐赌场 一条龙娱乐赌场 皇室国际娱乐 恒利娱乐赌场 圣保罗娱乐 丰博国际娱乐 唐朝娱乐赌场 奢侈俱乐部 皇城国际娱乐 红树林娱乐赌场 华尔街娱乐赌场 花旗国际娱乐 豪门娱乐赌场 RMB娱乐赌场 金门国际娱乐赌场 红桃K娱乐赌场 诺亚方舟娱乐 鸿利国际娱乐 最大赌城 犹太人娱乐赌场 嘉禾娱乐赌场 金都娱乐赌场 金牌娱乐赌场 华硕娱乐赌场 金字塔娱乐赌场 星球赌场 盈胜国际娱乐 丽星娱乐 半岛国际娱乐 英格兰赌城 金三角娱乐赌场 大中华娱乐赌场 欧凯娱乐 棋牌娱乐赌场 金博士娱乐赌场 金冠娱乐赌场 京城国际娱乐 快活大赌场 金鹰娱乐赌场 滨海国际娱乐 澳大利亚娱乐 金光大道娱乐 金花娱乐赌场 万人迷娱乐赌场 金榜娱乐赌场 君怡娱乐赌场 德盛国际娱乐 金牛娱乐赌场 捷豹娱乐赌场 成功大赌场 马来西亚赌场 从从发娱乐 金沙国际娱乐 双喜赌场 加多宝娱乐赌场 意大利赌场 VNS娱乐赌场 恒升国际 巨星娱乐赌场 嘉年华娱乐赌场 蒙娜丽莎娱乐 金神大赌场 玛莎拉蒂娱乐 旧金山娱乐赌场 莲花国际娱乐 将军娱乐赌场 硬石赌场 金满堂娱乐赌场 江山娱乐赌场 JJ娱乐赌场 必胜国际 金赞娱乐赌场 布拉格娱乐赌场 金彩娱乐赌场 罗马尼亚娱乐 好日子娱乐赌场 比基尼娱乐场 金龙娱乐赌场 路虎娱乐场 古堡娱乐赌场 英皇国际娱乐赌场 南非国际赌城 凯旋门娱乐赌场 赛博国际 凯斯娱乐赌场 KK娱乐赌场 永相逢娱乐赌场 k7娱乐赌场 大闹天宫 空中城市 华克山庄娱乐 丽景湾娱乐赌场 KTV娱乐赌场 富邦娱乐赌场 励骏会娱乐赌场 大风车娱乐赌场 利澳娱乐赌场 凤凰线上娱乐 潘多拉娱乐赌场 天娱国际娱乐 奥林匹克娱乐 老钱庄娱乐赌场 老人头娱乐赌场 罗浮宫娱乐赌场 名汇国际娱乐赌场 罗顿国际娱乐 罗马娱乐赌场 大运河娱乐赌场 明发国际 兰博基尼娱乐 利高娱乐赌场 茅台娱乐赌场 龙博娱乐赌场 阿斯顿马丁 联众娱乐赌场 亚马逊娱乐赌场 真博娱乐赌场 里兹俱乐部 澳门太阳城 黑金帝国娱乐 兰桂坊娱乐赌场 大资本赌场 水舞间娱乐赌场 A8娱乐赌场 天娱国际 吉利娱乐赌场 大润发娱乐赌场 加州国际娱乐 万成国际娱乐 乐中乐娱乐赌场 劳力士娱乐赌场 法老王娱乐场 老K娱乐赌场 威斯汀娱乐赌场 肯博国际 乐天娱乐赌场 摩登国际娱乐 梦幻城娱乐赌场 金门国际 蒙特卡罗娱乐 新葡京娱乐赌场 曼哈顿娱乐赌场 聚龙社娱乐赌场 玫瑰娱乐赌场 牡丹娱乐赌场 海峡国际娱乐赌场 木星娱乐赌场 米其林娱乐赌场 汇彩娱乐赌场 阿拉丁赌场 摩纳哥娱乐赌场 马来西亚赌场 大红鹰娱乐赌场 四方娱乐赌场 米兰国际娱乐 紫金国际 马可波罗娱乐 马德里娱乐赌场 名仕娱乐赌场 百乐坊娱乐赌场 明珠国际娱乐 圣地亚哥娱乐赌场 猛龙娱乐赌场 纽约国际娱乐 墨尔本娱乐赌场 恒升娱乐赌场 葡京娱乐赌场 葡京娱乐场 女神娱乐赌场 欧洲娱乐场 去澳门娱乐赌场 扑克王娱乐赌场 鸟巢娱乐赌场 如意坊娱乐赌场 七匹狼娱乐赌场 瑞士娱乐赌场 任你博娱乐赌场 十六浦娱乐赌场 神州娱乐赌场 卢克索娱乐赌场 盛大娱乐赌场 三亚娱乐赌场 圣淘沙娱乐赌场 世嘉国际娱乐 十三张娱乐赌场 龙城娱乐赌场 索雷尔娱乐赌场 三星娱乐赌场 时时博娱乐赌场 首席娱乐赌场 神话娱乐赌场 天博娱乐赌场 仕达屋娱乐赌场 三国真人娱乐 水晶城娱乐赌场 三优娱乐赌场 太子娱乐赌场 涂山娱乐赌场 天上人间娱乐 天地无限娱乐 冠军赌场 TT娱乐赌场 泰姬玛哈娱乐 白天鹅国际娱乐赌场 韩国赌场 同花顺娱乐赌场 天成国际娱乐 威尼斯人娱乐 天将娱乐赌场 伟易博娱乐赌场 五湖四海娱乐 索罗门娱乐赌场 维多利亚娱乐 悉尼娱乐赌场 王牌娱乐赌场 天天乐娱乐赌场 王子娱乐赌场 威龙国际娱乐 五星娱乐赌场 新丽都娱乐赌场 五发国际娱乐 新西兰娱乐赌场 优越会娱乐赌场 喜达娱乐赌场 万达娱乐赌场 新东方娱乐赌场 信誉国际娱乐 新奥博娱乐赌场 新世纪娱乐赌场 新2娱乐赌场 喜力娱乐赌场 星河娱乐赌场 博彩论坛 球探网 奥迅球探网 球探网即时比分 球探网足球即时比分 球探网篮球 奥讯球探网 曼联球探网 球探网篮球即时比分 bodog bodog博狗 bodog888 bodog博狗亚洲 bet365体育在线投注 澳讯球探网 bet365体育在线网址 bet365体育在线娱乐场 bodog亚洲 bet365体育在线开户 bet365体育在线观看 bet365体育在线足球 bet365体育在线注册 bet365官网 bet365体育在线下载 bet365官方投注网址 bet365体育投注官网 bet365免费投注100元 bet365体育在线手机版 888真人 888真人官网 888真人娱乐官网 888真人网址 888真人博彩 888真人集团 888真人开户 888真人娱乐场 888真人赌博官网 888真人体育场 888真人网站