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Da Silly Cowboy - Sergio Nazzaro, giornalista e scrittore.

 

Luca Dalisi
DA SILLY COW BOY
Presentazione di Sergio Nazzaro

Un cowboy improbabile in un Far West ancora più improbabile. Da Silly Cowboy, uomo della frontiera dell’umorismo e dell’invenzione surreale, si cimenta in una danza per la pioggia per un rana nel deserto ed osserva da lontano i tanti personaggi che popolano la frontiera stessa. Quasi un cartone animato fermato tra le pagine, con mirabolanti soluzioni stilistiche e tecniche. Da Silly Cowboy per sorridere, per lasciarsi sorprendere dalla riflessione.

Introduzione: Del disegno di Da Silly e del silenzio

Una cosa semplice, prima di esserlo per sempre, ti rende ciò che sei, ben prima di qualsiasi altra cosa di maggiore importanza. (Miljenko Jergovic)

Da Silly Cowboy, un altro (di)segno che attua l’esposizione del meticciato fra segni e parole (cito Muñoz) ponendosi alla ricerca che, deve essere ancora del tutto contestualizzata, (senza depredarla della sua emozione primordiale) del meticciato fra segno e silenzio. In fin dei conti un Fumetto, che deve molto al coraggio editoriale (se non incoscienza) di chi crede ad una letteratura dell’umano che non ha paragrafi prescelti e prescritti. Fumetto che gioca con le sue stesse geometrie, con il testo del silenzio, scherzando molto più di quanto faccia questa nota introduttiva e forse impensierendosi molto di più di questo scritto. Quasi eterno gioco della profonda lievità, attraverso il gioco delle matite. E la nota critica non può prescindere dalla conoscenza diretta dell’autore e delle stanze in cui vive. Tutte recanti la traccia di un silenzio sospeso che non sembra mai trovare la sua matita, almeno quella giusta. Silenzio di linea appena tracciata e di foglio appena cancellato con una gomma ruvida, ma non troppo. Da Silly lo si legge velocemente, ed in questo si rende Fumetto: leggero e divertente.
Solo la visione e la pazienza del lettore aggiunge dell’altro ancora, alla ricerca di segni che esprimano una delicatezza del sentire, mai gridata o sfrontata, ma annidata nel dettaglio. Carenza di letture profonde e critiche, appassionate, nell’era dell’assorbimento di onde televisive e fatue, mai fuoco peraltro. A questa carenza si oppongono, o almeno provano a farlo, il Fumetto e i suoi lettori. Esiste un Fumetto italiano, che necessità di attenzione e cura. Esistono case editrici, forti della loro statura, piccola. Provare a narrare, ancora una volta. Questo è l’intento del libro che avete tra le mani. Narrare ricostruendo le linee dell’immaginazione in storie brevi, popolate da sospensioni che abbisognano del vostro sentire, per essere tali. Esistono ancora, per fortuna Fumetti semplicemente complessi, che prima di esserlo per sempre, ci rendono ciò che siamo.