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Dubai Confidential: l'Unione Sarda - Sergio Nazzaro, giornalista e scrittore.

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recensione di Salvatore Gaziano leggi il pdf Unione Sarda

Là dove c’erano le dune del deserto

U n libro uscito in queste settimane parla proprio delle due facce di questo Emirato senza petrolio che ha conosciuto il più rapido sviluppo architettonico del mondo. «Dove 10 anni fa c’erano solo dune del deserto oggi c’è una metropoli in cui si contano 180 diverse nazionalità ed edifici religiosi di ogni culto», spiega Sergio Nazzaro, autore di “Dubai Confidential” (Elliott Edizioni).
Il problema esploso oggi riguarda le grandi banche ma in realtà i piccoli investitori da tempo avevano toccato con mano la situazione critica del mercato immobiliare di Dubai. E nessuno si era interessato al caso, ma parlarne male ora è fin troppo facile secondo Nazzaro: «È certo sotto gli occhi di tutti il gigantesco conflitto d’interesse dell’Emirato. E Dubai non ha ancora deciso da che parte stare. Se dalla parte di un immobiliarista totalmente coinvolto, o dalla parte della ragione degli investitori, e quindi di governo terzo, neutrale, affidabile. Ma va riconosciuta anche agli sceicchi di Dubai una capacità di visione unica: più di 10 milioni di turisti arrivano qui ogni anno e l’hub aeroportuale è fra i più importanti del mondo. Qualcosa da imparare noi italiani l’avremmo…».
Sulla carta chi acquista una casa a Dubai dovrebbe essere tutelato persino più che in Italia. Tutta l’attività immobiliare è amministrata da uno specifico organismo governativo denominato RERA (Real Estate Regulatory Agency). Se si paga un acconto per l’acquisto di un appartamento i soldi vanno in un conto fiduciario (“escrow account”) che nessuno può toccare fino alla consegna dell’immobile. «Peccato che se il progetto non viene realizzato i soldi non vengono restituiti agli investitori – rivela Nazzaro – E ci sono anche molti risparmiatori italiani che hanno visto così sparire i loro soldi. Perché non vengono restituiti questi acconti? Questa domanda non ha risposta. Anzi sì: se il costruttore è costretto a restituire i soldi, lo stesso si rivale sul governo perché non sono state create le infrastrutture necessarie. Ma per fare causa al governo c’è bisogno dell’autorizzazione della Corte Reale. Che dipende da Al Maktoum, cioè il governo stesso. E quindi si ritorna al punto di partenza».