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Gli amici di Mario Landolfi - Sergio Nazzaro, giornalista e scrittore.

landolfiSi fa sempre più imbarazzante, come già evidenziato da Left,  la posizione dell’ex ministro Mario Landolfi, attualmente coordinatore regionale di Alleanza nazionale in Campania, per la scelta degli uomini chiave nella gestione dei consorzi per lo smaltimento dei rifiuti. Dirigenti attualmente indagati per gravi reati di associazione camorristica. Immondizia, camorra e scalate a società calcistiche per riciclare denaro sporco. Un’imperizia a individuare risorse che sta caratterizzando uno degli uomini di punta del partito di Gianfranco Fini. Raffaele Chianese, capo della segreteria politica dell’ex ministro delle Telecomunicazioni è stato iscritto nel registro degli indagati da parte del gip Silvio Guariello. L’accusa è di associazione a delinquere ai danni della comunità europea. L’oggetto del contendere sono corsi di formazione finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro, finanziati dalla comunità europea, attraverso la Regione Campania, e mai espletati.

Se confermata, sarebbe la solita storia squallida e triste di chi, avendo conoscenze tecniche, defrauda i soldi della comunità per bieco interesse personale. Sedi dei corsi dovevano essere un mobilificio e il retrobottega di una gelateria. E qui spunta un altro indagato interessante: Cosimo Chianese, proprietario della gelateria dove si dovevano svolgere i corsi, zio di Raffaele e segretario particolare di Mario Landolfi. Se si spulciano le comparsate dell’ex ministro in televisione, come a Ballarò, lo si intravede sempre alle sue spalle. Ma entrambi i parenti, a loro volta parenti dello stesso Landolfi, non risultano in nessun organigramma ufficiale. Cosimo Chianese ha anche una storia professionale che vale la pena di narrare: ex maresciallo della guardia di finanza, ha vinto una causa di lavoro contro la stessa. Così ben prima dei 45 anni si gode una bella pensione che lo rimborsa dello stress accumulato nei viaggi con l’auto blindata del ministro. Il passato non è casuale volendo prendere per buone le voci maligne di Mondragone, che già lo danno alla  porta. Come a dire: si sacrificano i soldati per salvare l’imperatore.

E il contribuente paga, ovviamente. Così mentre in pubblico, in tv e in radio Mario Landolfi vuole rilanciare il Sud, il lavoro per i giovani, combattere la camorra, ripristinare la legalità, i suoi più stretti collaboratori delinquono e affamano il Sud. Mondragone assicura alla Casa delle libertà ben il 70 per cento dei voti, un’egemonia cui una sinistra disorganizzata e culturalmente scarsa non riesce a porre argine. Mario Landolfi prima di lasciare il ministero delle Telecomunicazioni ha abolito anche il francobollo normale, perciò si spedirà solo in prioritaria. Mossa che sapeva ricadere sul nuovo governo, solo dopo aver dedicato alla Madonna protettrice di Mondragone un francobollo. Campagna elettorale di centinaia di migliaia di euro pagati sempre dal contribuente. Ma non si esclude che le prossime comunicazioni l’ex ministro, visto i costi attuali, possa riceverle a mano.