crevalcoreCi siamo si vota. Per l’Europa, con i suoi difetti e i suoi pregi. Ma vediamo tutto da lontano. Quindi ci teniamo i nostri difetti, mentre i pregi rimangono miraggi. Eppure tutti sono stati assolti per il disastro ferroviario di Crevalcore. In provincia di Bologna, il 7 gennaio 2005 morirono 17 persone. Un treno deraglia. La gente muore. Ci si emozionò, si discusse, animatamente. La tivvu parlò, molto. Indagare meno. I familiari delle vittime sono state risarcite, gli imputati assolti per non aver commesso il fatto, alla fine, come nei migliori gialli in cui il maggiordomo è l’assassino, il macchinista  era il responsabile. Ahimè, morto anche lui nel disastro. Sarà così anche per l’Abruzzo, per il disastro ecologico in Campania, gli operai della Thyssen? E per tutto quello che accade, è accaduto e accadrà? Mai un responsabile. Il risarcimento come vera giustizia, e si tira avanti. Tra emozioni facili e dolori impossibili. Facile fare retorica su questi concetti, infatti se ne parla poco, come si parla tanto di giornalismo ma si indaga sempre meno. Nessuno è mai responsabile, anche se qualcuno muore, soffre e subisce. Il tempo della sofferenza e dell’indifferenza dettati dalla comunicazione, invece che dalla ragione. Crevalcore, che fa quasi rima con crepacuore. Ma il ricordo è lontano. E si vota per l’Europa, augurandoci, per l’ennesima volta, che gli impegni non diventino un ricordo lontano. Ma non si può non notare che sono sconosciuti quelli che abbiamo presentato da tutti i lati, e guardandoli in faccia, attraverso i loro cartelloni, si dubita che sappiano il valore di lingue e culture che vivono insieme. Ma non ci riguarderà. L’Europa è per noi un biglietto low cost, pur di conoscerla, e non un volo low cost per risparmiare e incassare le diarie di viaggio. Retorico, ma vero. Si argomenta e sfugge sempre il semplice concetto. Il macchinista era colpevole. Invece potrebbero essere colpevoli i colletti bianchi e posizionati più per conoscenza che per competenza in questo paese Italia, che forse, avranno avuto le loro responsabilità. Si vota, perché è un diritto e un dovere. Non perché ci sia entusiasmo che qualcosa cambierà. Le facce su tutti i poster non promettono molto bene. Che peccato perdere l’entusiasmo, e soprattutto la speranza.

left avvenimenti venerdì 5 giugno