I miracoli del giornalismo. Se qualcuno ha la briga di filmare il conducente della Metropolitana di Roma, che conduce e legge allo stesso tempo fa un piccolo scoop (che per la verità e materia quotidiana per centinaia di migliaia di pendolari della Capitale, non è soltanto un conducente che ha questa abitudine). E’ giornalismo?

Ha svelato un fatto o piuttosto un’abitudine? Il 24 aprile, compare per qualche minuto, una notizia sul Corriere della Sera online: un video incastra la famiglia reale di Abu Dhabi. Violenze Reali contro un businessman. Neanche il tempo di ricaricare la pagina ed è subito scomparsa la succulenta notizia. Cosa è successo? Nulla di che. La notizia è vecchissima, saputa e risaputa, c’è già un processo in corso. Ahimè il pezzo non è firmato, ma il giornalista ha riempito un buco, un vuoto, ha sparato una cazzata o è semplicemente raccomandato? Incredibile ma vero, riuscire a pubblicare una notizia seria sui grandi giornali, fosse anche online, è difficilissimo da fuori. Poi, però, le redazioni sono piene di persone che non hanno passione, scavano il web dalla mattina alla sera e credono di aver fatto dei colpacci. Un CTRL C e CTRL V continuo. Nessuna lamentela di Stato, semplicemente abbondano i mediocri in tutti i campi e bisogno dirlo, anche nel giornalismo, cioè nel saper scrivere, nell’avere delle idee e saperle comunicare con un proprio punto di vista. La meritocrazia veramente non ha ossigeno per respirare. Così alla puntata di Anno Zero, con famosi direttori di giornali presenti, il web e le sue capacità fanno una figura magra. Perché? Semplicemente perché chi usa il web per fare reale informazione in reale concorrenza con i grandi giornali non si piega al copione di fare tarantelle in televisione ad uso dello share. Già accade anche questo: essere invitati per polemizzare con Riotta. Non per discutere di giornalismo. Qualcuno non accetta, e così la parola passa ad una brava ragazza impacciata che fa fare la figura impacciata anche a tutta la seria informazione del web. Che si voglia o non voglia, le teste pensanti stanno soprattutto fuori dalle redazioni e non dentro. Perché c’è chi ancora distingue tra un lavoro fatto con passione, e un non fare nulla girando le pagine del web che poi finiscono sulla carta stampata.

left avvenimenti venerdi 1 maggio