Graffio di Ezechiele: Mamma, la libertà d’informazione

mamma“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a pubblicare. Oggi e’ più facile fare resistenza contro la devastazione culturale totalitaria che sta minacciando il paese: cinquant’anni fa bisognava andare in montagna a rompersi le palle col rischio di beccarsi qualche pallottola, oggi basta pubblicare le foto che il capo d’Italia vorrebbe nascondere in nome della privacy. Ma se volevi la privacy, caro papi, dovevi pensarci prima di diventare un personaggio pubblico, perché quando sei il capo d’Italia il diritto collettivo all’informazione di 60 milioni di cittadini vince sul tuo diritto individuale a farti i cazzi tuoi senza che nessuno lo sappia. L’opinione pubblica italiana ha tutto il diritto di sapere se passi il tuo tempo libero nel giardino, in chiesa o circondato da ragazze seminude, e abbiamo il diritto di farlo guardando su siti, giornali, televisioni e organi di informazione ITALIANI foto scattate da paparazzi ITALIANI e commentate da giornalisti ITALIANI senza dover scappare all’estero in “latitanza telematica” approdando su quotidiani spagnoli”. Ho piratato questa parte di editoriale di Ulisse Acquaviva, dallo splendido sito di satira e resistenza giornalistica che si intitola ww.mamma.am. Vera satira, cattivissima, geniale, coraggiosa. Perché sì, passano le elezioni, continuano a scomparire i comunisti, senza nessun dispiacere, perché meglio soli che male accompagnati (la nonna docet sempre!) e rimangono molte questioni aperte. Mamma ha pubblicato prima di Repubblica le foto incriminate di Villa Certosa. Ma alla fine di che stiamo parlando? Di foto del Primo Ministro Italiano che possono essere viste solo su un sito spagnolo? Ma veramente state facendo? E nessun giornale che si incazza come la iena? Tutti a farsela sotto per le possibili querele? E nessuno dice che Ghedini è proprio antipatico? Sveglia signori. In Corea del Nord due giornaliste di Current TV sono state condannate a dodici anni di lavori forzati. Nessuna solidarietà da parte dei giornali italiani. Ma non importa, noi non abbiamo mica i lavori forzati, solo querele e anni e anni di triste silenzio. E continuano a meravigliarsi che perdono le elezioni….sigh! Ascoltate la mamma, è meglio.

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