in sicilia rewind

In Sicilia Rewind: anima mundi 

In Sicilia Rewind è un’opera di sette ore e mezza. Una carrellata di interviste dei personaggi della provincia di Trapani e non solo. Un’opera veramente monumentale dedicata non solo a chi ama la terra siciliana, ma la cultura, la scoperta, il viaggio. Un’anima mundi totalizzante, straniante e sorprendente. Giacomo Pilati (scrittore, sceneggiatore e molto altro ancora) è l’autore delle interviste, Giovanni Montanti è il curatore del cofanetto per Il Sole Editrice, e non ultimo Telesud Trapani da cui provengono tutti i materiali. Un lavoro coraggioso, in tempo di crisi economica, ma soprattutto di idee, una provincia meridionale dimostra la sua forza intellettuale a fronte di migliaia di progetti in cerca di finanziamenti e di share, senza nessun merito oltremodo.

In Sicilia Rewind si pone oltre ogni paura e diventa pietra miliare, anima mundi perché da quella terra, dalle sue idee, dai suoi protagonisti c’è il ritorno per chiunque non voglia che la banalità del contemporaneo vivere diventi approdo.

L’opera si divide in cinque capitoli: La memoria, Il coraggio, L’eresia, L’arte, Il viaggio. Giacomo Pilati è il Caronte di questo viaggio intervista. Siamo a primordi, volendo, della TV. Anni ’80 /’90. La telecamera è fissa sui volti, pochissima regia, pochissimi movimenti. Una telecamera fissa, al massimo lo zoom avanti e indietro, più o meno velocemente. Oggi è ricerca, ieri necessità, la telecamera fissa. I volti dei protagonisti vengono letti nei loro tratti fisiognomici, nelle loro pecche dovute alla vecchiaia, telecamera impietosa, vera, sincera, familiare. Pilati pone domande semplici, non semplicistiche. Qualche volta usa un italiano dialettizzato (a Nat Scammacca domanda: “Quindi ti sei fatto fidanzato?”). Non sono inciampi, bensì un giovane autore che comprende la forza della memoria (tele)visiva e pone domande lasciando il tempo sacro delle risposte, quel tempo oggi scomparso. Pilati non invade, non si pone come l’autore che tutto comprende e diventa il (tele)postino che consegna al popolo ignorante, pratica oggi molto in voga. Pilati domanda e lascia scorrere fiumi di risposte.

In questa modalità In Sicilia Rewind diventa un archivio di storia, memoria, personaggi, di Trapani della Sicilia, sicuramente dell’Italia. Un diario in movimento, prezioso perché sconosciuto, che apre orizzonti infiniti. Nel primo capitolo Pilati incontra Giacomo Giardina, sommo poeta futurista, nella sua vecchiaia. Lascia fluire e defluire i pensieri del poeta senza mai interrompere, imponendo un tempo televisivo altro. Ecco in questo prezioso anima mundi de Il Sole Editrice non troverete, grazie a Dio, i tempi televisivi moderni. Troverete invece i tempi della lettura di un libro. Tornando al poeta Giardina, abbiamo così un documento storico fondamentale, ma Pilati attraverso la sua sincerità interlocutoria domanda anche come viva il poeta: “Con la pensione sociale”.

E scopriamo tanti pittori, scrittori, scultori, poeti, che sopravvivono con piccole pensioni, con pochi denari, già trenta anni fa e più. La realtà senza filtri che ritorna a se stessa. Eppure Pilati, che nel taglio delle giacche e dei capelli riconsegna il momentum storico di quegli anni, già intravede la scoperta da consegnare ad un tempo che deve ancora venire. Non è solo un giovane cronista televisivo di provincia, è un collezionista di storie, un cultore della cultura. I suoi voice off, altrimenti detti commenti fuori campo, sono intensi, profondi, istintivi e si vede la capacità del narratore vero.

Un esempio su tutti è quello che chiude il capitolo dedicato a Giovanni Castiglione, mandriano: “E’ come se il mandriano Giovanni fosse l’ultimo erede di una razza estinta, quelli che rassegnati alla fatica riescono ancora ad elevare il sudore a conoscenza il sacrificio a dovere, un decalogo di regole scritte dalla mitologia per illudere gli uomini che cosi era giusto per gli Dei e cosi deve essere giusto per sempre. Un filo sottile che coniuga la responsabilità alla libertà, sì, la libertà di respirare a pieni polmoni obblighi e privazioni, la libertà del distacco dalla modernità che però non è rinuncia ascetica ma la continuità di un’atavica tradizione, necessaria per salvare riti e pane, consumi e gravità prima che tutto finisca. Prima che i figli dei mandriani diventino geometri, ingegneri, ragionieri, prima della fine del mondo, di questo mondo che è quello da cui veniamo, quello forse cui forse ritorneremo”. In fin dei conti, poesia televisiva.

La differenza di Pilati, a confronto a tanti commentatori odierni, è che non cerca l’effetto, la luce del riflettore a tutti i costi, questo materiale, ricordiamolo, è di oltre 30 anni fa in alcuni casi. Ebbene Pilati è figlio della terra che calpesta, e ne sente la durezza, il tradimento, la forza, il dolore. Celebra non se stesso, ma gli abitanti della sua terra. Ecco il senso delle interviste al mandriano Giovanni, ma anche a Mommo Salina (pescatore) e Fortunato Giordano(cantore), solo nel primo capitolo di un cofanetto che contiene ben cinque dvd. Pilati si muove nell’universo mondo della terra trapanese e i suoi personaggi da mille e una storia. E mentre oggi i movimenti antimafia sanno molto di star system, Pilati intervistava anni addietro la moglie di Costa e la mamma di Impastato (per davvero, non come altri noti scrittori che se lo sono bellamente inventato e vengono ancora celebrati).

Interviste che conservano un’intensità dovuta alla profonda onestà intellettuale dell’intervistatore che, lo ripeto, lascia spazio, fa ragionare, dedica tempo anche al silenzio della riflessione. Il silenzio delle risposte. Sono pietre preziose della nostra memoria così dimentica. Nel capitolo del coraggio trovano spazio anche Pintacuda, Corrao con un’intervista dolorosa e umana come raramente si odono oggi. Nel capitolo dedicato all’Eresia, Pilati intervista Danilo Dolci e per tutti coloro che ammirano Dolci è commozione vera. Di poi la scoperta di Cavaretta e il suo telescopio magico, la storia di malagiustizia di un compagno come Cizio, che poi dirotterà anche un aereo. Gerbino e la difesa di una casa da un canyon, e la spettacolare vita del pittore Carmelo Morreale.

In Sicilia Rewind ci ricorda quanto siamo ignoranti, quanto ignoriamo della nostra storia, di quanta cultura risieda in Italia, e mente ci sia arrabatta a cercare nuovi fenomeni, nuove tendenze, nuove stravaganze, c’è tanto lavoro da fare nei nostri archivi per preservare coloro che hanno già vissuto e quindi saputo, inteso e compreso. I capitoli l’Arte e il Viaggio ci fanno fare la conoscenza con il maestro Li Muli con il clown Bisbini, i fratelli Ducato che riscrivono tutto quello che pensiamo di sapere sui carretti siciliani. E sorprende quanta Trapani ci sia nel mondo del cinema con Balducco, nella musica di Laberti, nella follia poetica di Scamacca e l’esotismo di Cassisa.

Anima Mundi che pone lo spettatore attento e conscio nella condizione di salvazione dal banale quotidiano. Questa la cifra stilistica che accomuna questo immane documento televisivo. Ognuno dei personaggi ritratti non è altro che straordinario, nella semplice ricerca della propria unicità in quanto essere umano, che con la sua singolarità ha inciso e continua a incidere sulla comunità umana. Pilati. Montanti e Siro Brigiano che ha curato la post produzione, hanno compiuto un miracolo editoriale. Ecco la televisione, quella vera, che lascia traccia di sé, memoria del vivere umano. Da qui si dovrebbe ripartire per avere almeno un senso. Un mondo a cui dovremo tornare, prima che sia tutto finito.