29 gennaio 2002

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Dopo l’incontro con la prima radio Rom europea, è la volta del European Roma Right Center (Errc). La Fondazione rappresenta un punto di riferimento europeo per la difesa dei loro diritti umani. Anche in qualità di Osservatorio delle Nazioni Unite. Lì un centro legale risolve controversie nazionali e internazionali, con un raggio di azione che abbraccia tutta l’Europa Unita e gli stati Est Europei. Dove, nonostante l’unità monetaria, prevalgono spinte contrarie all’integrazione delle minoranze. Ma c’è chi opera in senso opposto. 

A Claude Cahn, direttore del centro studi e ricerche della fondazione, chiediamo come.

“I principali obiettivi della fondazione sono quelli di combattere la discriminazione contro il popolo Rom. Questo avviene attraverso l’informazione con la pubblicazione di studi e report per tutti i paesi europei. Attraverso questi studi si può capire bene le diverse situazioni che vivono i Rom e le loro condizioni. La fondazione agisce anche presso i governi, risolvendo le controversie internazionali e mantiene contatti con le maggiori istituzioni europee e mondiali: si hanno relazioni costanti con le Nazioni Unite e l’Unione Europea, presso cui siamo rappresentati all’interno del consiglio con status consultivo. La fondazione è membro della Federazione Internazionale di Helsinki per i Diritti Umani. Inoltre formiamo giovani attivisti per i diritti umani, diamo supporto finanziario, attraverso le borse di studio della fondazione, a studenti di etnia Rom per completare i loro studi. La fondazione ha nella difesa dei diritti legali dei Rom un suo punto di forza. Agiamo presso i tribunali, facciamo informazione legale, promuoviamo seminari e abbiamo un centro ricerche e studi costantemente aggiornato e a disposizione di chiunque. Siamo un’organizzazione indipendente”.

Di cosa soffre maggiormente il Rom in Europa?
“Di discriminazione. Questo è il principale problema che dobbiamo affrontare. C’è una discriminazione non solo forte, ma generalizzata di tutti i paesi europei contro l’etnia Rom. E la soluzione non è semplice. Nessuno lo pensa, e combattere contro questa discriminazione richiede molta energia. La nostra fondazione è impegnata ogni giorno su questo fronte. Cercando di creare un movimento d’opinione che possa cambiare radicalmente questa situazione”.

Possono incontrarsi le diverse culture: quella Rom e quella occidentale?
“Assolutamente si. Tra l’etnia Rom e gli europei non ci sono differenze. I valori alla base della società che le costituiscono sono uguali. Non sono mica alieni, sono sempre vissuti in Europa e da moltissimo tempo, sono europei alla fine, forse più loro che noi. Sono un popolo unito da sempre, anche se in ogni paese troviamo alcuni tratti distintivi dell’etnia Rom che ci vive”.

Cosa risponderebbe a chi vede nei Rom soltanto dei criminali?
“Risponderei che alle azioni dei Rom viene data una maggiore visibilità che offusca la realtà dei fatti. I loro crimini per la maggior parte sono furti di bestiame, furti nelle campagne. Non dico che non ci siano anche crimini più gravi, ma come lo stesso accade tra i cosiddetti “bianchi”. I Rom subiscono e pagano l’essere al di fuori della società. C’è chi ruba milioni di dollari a governi e alle società, ma non sembra essere così grave. I Rom non possono neanche fare azioni simili, perché non hanno un lavoro. Ma basta che compiano un piccolo crimine che sono aditati come i responsabili di tutti i mali. Non vorrei essere retorico, ma è la verità. Chi commette crimini peggiori non è mai osteggiato come un Rom. Nella repubblica Ceca c’è stata una truffa finanziaria in sei banche per molte migliaia di dollari, ma la gente se la continua a prendere con i Rom sotto la stazione”.

Cosa fa concretamente l’Unione Europea per la comunità Rom?
L”‘Unione Europea fa molto per i diritti dei Rom. Elargisce molti fondi per le associazioni e per i movimenti, ha emanato anche direttive molto forti per le nazioni membri e non, che invitano al rispetto dell’etnia Rom, indica con segnali chiari e forti quali sono gli atteggiamenti che le nazioni devono avere con le minoranze. Per un pieno rispetto dei diritti di ciascuno. Anche se poi c’è molta burocrazia e dimenticanza nei momenti importanti. E’ un problema vasto che deve essere affrontato con forza, e non solo tramite direttive e leggi. Occorre un impegno sempre maggiore, affinché le cose cambino realmente”.

L’Olocausto e i Rom: si è da poco celebrata la giornata del ricordo, sembra però che tutti vogliano dimenticare i Rom, lei cosa ne pensa?
“Nessuno vuole capire che i Rom sono state vittime come tutte le altre. Si parla di cifre discordanti che variano da mezzo milione ad un milione e mezzo. Ma questo non è importante, sono morti come gli altri. A volte ci si dimentica di loro, anche perché è difficile stabilire con sicurezza il numero delle vittime e reperire documenti sul loro eccidio. Ma alcune associazioni e fondazioni stanno lavorando ad un archivio di questi documenti in America come in Europa”.

Fondazione ERRC: http://www.errc.org/