Intervista n. 1 con Hamid Mir (biografo di Osama Bin Laden)

30 ottobre 2001

binladinhamid

“Si stiamo andando incontro ad uno scontro tra civiltà, perché i governi cristiani supportano la politica estera americana, che ha due pesi e due misure”.

Questa la posizione di Hamid Mir sulla guerra in corso in Afghanistan. Biografo di Osama Bin Laden e direttore del quotidiano in lingua urdu Ausaf, in precedenza ha anche collaborato con il Daily Pakistan. Durante questa collaborazione Hamid Mir ha incontrato più volte Osama Bin Laden, per intervistarlo. Durante queste interviste lo stesso Osama Bin Laden lo ha scelto come suo biografo personale, siglando con il giornalista un accordo scritto, che comprende anche una piena libertà di edizione per le lingue urdu ed inglese.

Nell’intervista rilasciata esprime anche le sue riflessioni sulla posizione dell’Italia in questo conflitto: “Perché il vostro primo ministro Berlusconi è contro l’Islam? Certo non sta facendo un buon lavoro per l’Italia”.

Mir, è la prima volta che la CNN è tagliata fuori da un conflitto. Ed avendo però acquistato i diritti di Al Jazeera ed autocensurandosi, ha provocato una sorta di “buco nero” nell’informazione occidentale. Cosa ne pensa lei di questa differente copertura giornalistica? E per quanto riguarda i media quali alternative ci può indicare?

“La Cnn è fuori dalla copertura di questa guerra per la sua attitudine verso i talebani. I talebani hanno espulso il corrispondente della CNN Nick Robertson da Kabul, perché si era basato solo sulla verità di una sola fonte, quella occidentale. Per avere informazioni giuste si possono consultare i siti web dei quotidiani pakistani in lingua inglese, come The Nation, The News, e si può anche trovare informazione corretta sul sito islamonline.net”.

Come vede lei questa guerra, dall’interno del Pakistan? Qual è il punto di vista dei media?

“Questa non è una guerra contro il terrore o il terrorismo, questa è una guerra contro l’errore. Mi spiego è una guerra contro gli errori e le bugie della politica americana. Questa guerra potrà solo spargere fuoco sull’odio in Pakistan e in altre nazioni islamiche contro l’Occidente”.

In questo momento sembra che il Pakistan abbia assunto una posizione equilibratrice. Quali i rischi insiti in questa posizione?

“Il Pakistan non rappresenta certo una nazione che si pone come possibilità di equilibrio. Il nostro governo si mantiene sulle stesse posizioni degli Stati Uniti. E la gente è contro di noi. Moltissimi pakistani non stanno assolutamente con i talebani, ma certamente sono contro la politica americana. Oltremodo, noi possiamo anche avere, qui in Pakistan, una guerra civile in un futuro vicino. C’è un fortissimo fronte anti americano”.

Gli Stati Uniti sono sotto attacco bio-terroristico. Qual è il suo pensiero in merito a questa situazione, è un vero attacco o un problema interno degli USA?

“L’antrace è un problema interno degli Stati Uniti. Noi pensiamo che l’AIDS sia una malattia creata dalle mani dell’uomo, lo stesso vale per l’antrace”.

Come considera il potere talebano, cambiandolo si risolveranno i problemi dell’Afghanistan? E perché solo il Pakistan ha riconosciuto un potere politico lontano dai diritti umani?

“Destituendo i talebani non si risolveranno i problemi che ci sono in questo momento. I talebani possono lottare per molto tempo. Il Pakistan non può creare legami con l’Allenza del Nord, perché essa, l’Allenaza, è contro il Pakistan e la sua politica. I talebani non sono coinvolti nelle violazioni dei diritti umani. Non hanno mai bombardato la Croce Rossa e gli uffici dell’Onu a Kabul, non stanno bombardando ospedali, non stanno uccidendo civili. Stanno solo difendendo la loro propria nazione. La vostra nazione è alleata con un potere che bombarda gli uffici della Croce Rossa. Lei pensa che sia un’organizzazione terroristica la Croce Rossa?”

Tutti hanno detto di tutto della persona e sulla persona di Osama Bin Laden. Ci può lei, come suo biografo ufficiale, descrivere l’uomo che incute terrore ad una parte del mondo, mentre da altri è visto come un eroe?

“Osama Bin Laden vuole espellere le truppe degli Stati Uniti dall’Arabia Saudita, vuole la liberazione della Palestina. E’ una persona che parla con calma ed è umile, che vedevo giocare con il figlio Ali davanti a me. Lui è solo il beneficiario della pessima politica estera del governo americano. Un eroe per difetto”.

Che cosa bisogna attendersi da questa guerra?

“Questa guerra non finirà facilmente. I talebani hanno ucciso il migliore e il più importante dei comandanti a favore di Zahir, Abdul Haq. Non sono all’estremo delle loro forze”.

Crede che siamo di fronte ad uno scontro tra civiltà?

“Si stiamo andando incontro allo scontro tra civiltà, perché i governi cristiani supportano la politica estera americana, che ha due pesi e due misure”.

Come vede la posizione dell’Italia in questo conflitto? La nostra nazione deve temere qualcosa?

“L’Italia fa parte di un’alleanza in questa guerra. Il vostro paese sta proteggendo Zahir Shah, il quale è odiato in Afghanistan. Quale sarebbe la reazione dell’Italia se la Città del Vaticano fosse circondata da truppe islamiche? Ora le terre a noi sacre dell’Arabia Saudita sono circondate dalle truppe americane. La presenza di queste truppe militari è una via di uscita per Osama Bin Laden, se questa via d’uscita sarà sbolccata, allora anche Osama sarà disinnescato. L’Italia dovrebbe chiedere agli USA di lasciare l’Arabia Saudita. Osama non sta combattendo contro i cristiani, lui sta combattendo contro la politica degli americani, e poi perché il vostro Primo Ministro Berlusconi è contro l’Islam? Certo non sta facendo un buon lavoro per l’Italia”.

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