Intervista n. 2 con Hamid Mir (biografo di Osama Bin Laden)

01 dicembre 2002

hamid-mir-with-musharraf1Hamid Mir (Islamabad, Pakistan) lascia, sei mesi fa, l’incarico di redattore al Daily Ausaf per contrasti con i proprietari del giornale pachistano. Li accusa di censurare i suoi articoli per pressioni governative. Attualmente Mir lavora come Editor Northern Region GEO Television Network (Canale d’informazione satellitare di lingua Urdu). Conduce il talk show domenicale “Capital Talk”. Scrive editoriali per il Daily Jang (in lingua Urdu) e per il “The News (in lingua inglese).

Nella nostra prima intervista rilasciata a Clorofilla, Lei ha affrontato due questioni che si sono dimostrate fondate nel tempo: il pericolo per l’Italia di diventare un obiettivo di attacchi terroristici e l’antrace come un problema interno degli Stati Uniti e non un attacco terroristico.

“L’Inghilterra la Francia e l’Italia sono i primi tre bersagli di Al-Qaida in Europa. La maggioranza Pashtun che parla afgano odia il re Zahir Shah e il suo intimo amico Hamid Karzai. Per loro sono “agenti americani” imposti alla nazione afgana dall’Italia, la nazione che ha ospitato l’attuale re per molto tempo. Questi Afgani possono creare problemi solo alle truppe italiane di stanza a Kabul, ma il pericolo reale risiede nella rete terroristica di Al-Qaida. Cominciano a odiare gli italiani. Loro possono colpire gli italiani nella loro stessa nazione. C’è un gruppo  all’interno di Al-Qaida che è contraria agli attacchi contro gli obbiettivi civili, ma il continuo aumentare delle atrocità dell’esercito israeliano nei territori occupati ha indebolito questo gruppo. Temo che i servizi segreti israeliani possano usare la rabbia di questi Arabi contro loro stessi. Israele potrebbe colpire la Città del Vaticano con i suoi agenti e gettare, poi, la responsabilità sugli arabi.  Al-Qaida può colpire Roma, ma non il Vaticano, è contro la loro ideologia colpire luoghi religiosi. Credo che l’antrace sia stato un problema interno degli Stati Uniti, ma più tardi sono venuto a sapere che Al-Qaida possiede questo tipo di armi biologiche, che possono essere usate anche al di fuori degli Stati Uniti”.

Sempre durante quell’intervista Lei disse che il nostro Primo Ministro non stava facendo un buon servizio all’Italia sostenendo che “l’Occidente è superiore all’Islam”. Ma non chiarì quali potrebbero essere – a suo avviso – i possibili obiettivi nel nostro paese?

“Al-Qaida potrebbe colpire gli edifici delle contrattazioni borsistiche, installazioni militari, hotel gestiti da Ebrei, redazioni di giornali che sono contro l’Islam e importanti personalità italiane. Ma non credo che la persona del Papa Giovanni Paolo II sia un obiettivo”.

Secondo una dichiarazione attribuita a Osama Bin Laden “un reciproco trattamento è parte della giustizia”. Perchè secondo Lei i media occidentali tendono allora ad evidenziare sole le minacce dai suoi  messaggi e mai una possibile via per chiudere i conflitti e creare una giustizia reale?

“I paesi occidentali sono ostaggi dell’America. Non possono schierarsi contro gli americani apertamente perché la loro economia è controllata dall’America che a sua volta è controllata dagli ebrei. Sono stato in Germania qualche mese fa in un seminario dove la maggior parte degli scrittori e intellettuali occidentali si schieravano contro le posizioni dell’America. Io penso che l’Occidente stia cambiando ultimamente, e i partiti di sinistra in Europa otterranno benefici da questo antiamericanismo”.

In Occidente sta crecendo la diffidenza verso Bush che molti considerano il nuovo faraone (così come lo ha anche definito Bin Laden nel suo ultimo messaggio) e respingono la sua politica imperialista, mentre si invoca una giusta risoluzione per la Palestina. Ma la maggior parte degli occidentali non è neanche d’accordo neanche con l’Islam radicale. Non pensa che le bombe sui matrimoni in Afghanistan e quelle di Bali e in Indonesia possano finire per favorire la politica dei falchi di Israele e Stati Uniti?

“Sono d’accordo con te. Le bombe sui matrimoni in Afghanistan non sono differenti dalle bombe a Bali. Bush e Osama Bin Laden stanno giocando allo stesso gioco, non sono differenti. Bush è coinvolto in un terrorismo di Stato e puoi dire che Bin Laden è coinvolto in un terrorismo individuale”.

Lei è stato l’ultimo giornalista a vedere Bin Laden, poco dopo la nostra prima intervista. Quali sono state le tue impressioni: era stanco, ferito o malato?

“Osama era molto rilassato e in buona salute. Gli ho chiesto della sua malattia ai reni e ha cominciato a ridere. Non è una persona malata ai reni.

Qualcuno ha avuto da ridire sul tono confidenziale delle domande. Sembrava – dicono – un incontro tra amici.

“Era la mia terza intervista con lui, questo spiega anche il perché parlavamo con un tono confidenziale, ma molte delle mie domande non sono piaciute alla sua gente che mi sedeva intorno. Era molto più interessato alla sua biografia che ho cominciato nel 1998. Mi ha chiesto se lo avessi criticato, ma non ho risposto. Mi ripetuto la domanda tre volte e poi mi ha detto: “Va bene se hai scritto qualcosa contro di me, sei un uomo libero”. Il mio libro sarà il più completo su Osama Bin Laden, sto scrivendo i capitoli finali, dirà al mondo come ha speso il suo ultimo anno di vita dopo l’11 settembre. Il libro sarà pubblicato dalla Pluto di Londra”.

Sono autentici i video che circolano di Osama Bin Laden?

“Io penso che la maggior parte dei video di Osama Bin Laden siano veri specialmente l’ultimo (quello che contiene le minacce rivolte alla nazione italiana ndr ). Questi messaggi non danno benefici all’America, anzi distruggono il mito della super potenza che non riesce a catturare Osama Bin Laden”.

In uno dei suoi ultimi articoli lei pone l’attenzione su Gulbuddin Hekmatyar (ex primo ministro afgano che appoggia dall’Iran I talebani) come possibile aiuto nella fuga di Bin Laden, può essere vero questa supposizione?

“Si, Hekmatyar è molto attivo nell’est dell’Afghanistan e sta diventando un grosso problema per gli americani in Afghanistan. La reale minaccia in questi giorni è il comandante Saifullah Mansoor, (altre info su ) un combattente di 27 anni con i suoi 800 combattenti afgani e Arabi attivi a Khost. Proprio a Khost sta dando battaglia agli americani”.

Cosa intende quando dice che i servizi segreti iraniani stanno gettando Bin Laden nelle braccia di Saddam, come sola via per abbattere i governi corrotti sostenuti dagli Stati Uniti?

“I servizi segreti iraniani usano gli Ikhwanis di Al-Qaida (la maggior parte sono egiziani). Usano strade iraniane e usano la loro logistica senza nessun paura, ma i membri sauditi di Al-Qaida stanno molto attenti con gli iraniani. Al-Qaida sta usando una base segreta nella città di confine iraniana Zabol. Osama Bin Laden è direttamente in contatto con il capo dei servizi segreti iracheni Faruq Hijazi da molto tempo”.

Pensa che Hamid Karzai abbia le qualità per tenere unito l’Afghanistan?

“Hamid Karzai è un totale fallimento. Il suo vice presidente Haji Qadeer e il ministro del Turismo Abdul Rehman sono stati uccisi a Kabul e non ha fatto niente. Karzai è il sindaco di Kabul, al di fuori della città non c’è nessun governo Karzai, il resto del paese è sotto il controllo dei signori della guerra antiamericani”.

Qual è il prossimo scenario, cosa succederà realmente se l’America attacca l’Iraq, e non solo in Medio Oriente?

“Se l’America attacca l’Iraq l’Islam reagirà attaccando l’Occidente. Lo scontro delle civiltà. Più odio, più distruzione, più massacri”.

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