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Io sono stampella - Sergio Nazzaro, giornalista e scrittore.
Uniformi e divise
  Uniformi e divise

Mamma! Uniformi e Divise
(se ci leggi è giornalismo, se ci quereli è satira)
E’ uscito il nuovo numero del magazine indipendente di giornalismo e satira Mamma!

Qui il mio pezzo “Io sono stampella”

Verbale numero sette, deposizione di persona informata sui fatti. Procede all’interrogatorio il brigadiere Antonio Amodeo.

“Che volete che vi dica, che sono stato io? No, questo lo sapete già. Quello che mi chiedete e difficile da spiegare. Sì, va bene sono una stampella e chiedete a me perché Livia si è tolta la vita? Volete che cominci dall’inizio? E’ il mio lavoro, ci teniamo appese le vite della gente. No, non sbagliate non solo i panni del giorno feriale o festivo, del vestito buono e quello dei lavori di casa. Le volete chiamare uniformi brigadiere e a me sta bene. Sapeste quante ne ho avuto addosso e quante storie mi hanno raccontato. Sapeste quanta gente si fa male quando ci posa nell’armadio e chiude l’anta. Tantissimi, per un attimo schiacciano la vita vera, nel mentre chiudono l’armadio. Sentite un sospiro, una bestemmia, un sussurro. No, non tutti lasciano soltanto i panni sulla stampella, ma anche tutto il resto e vanno a letto nudi. No che dite, con il pigiama, ma nudi, svuotati, solo un involucro di carne. Lasciano tutto nell’armadio ed io ascolto storie. Tutto qua. Se ho interferito con Livia? Si, lo ammetto, lo confesso. Una mattina ha aperto l’armadio e poi è crollata a terra a piangere. Disperata. Niente di che, una delusione sentimentale. Niente di che per noi, per lei l’inferno. Noi stampelle non possiamo parlare, è proibito. Ma quella volta ho sussurrato: alzati, mettiti i panni addosso. Metti la tua uniforme e affronta il mondo e sorridi. Non far vedere nulla a nessuno. Questa è la mia colpa brigadiere, è questa? Sì, credo di si. Ho rimesso le cose in ordine, ho deciso per Livia che il dolore personale viene dopo tutto il resto. Si deve morire dentro, ma viene dopo. Nessuno deve sapere, e tu stai solo senza nessuno che ti sostiene. Almeno io sono una stampella da qualche parte mi reggo. Poi cosa è successo brigadiere, ditemelo voi. Per qualche giorno Livia non l’ho vista, e quando si è aperto l’armadio ho visto la faccia vostra. Io e i panni di Livia facevamo congiunture. Forse stava poco bene, forse stava scegliendo qualche vestito mettersi, e quindi era andata all’altro armadio. No, non me lo immaginavo che si sarebbe ripresa tutto  Non mi vedete stanco, svuotato, e così tutti i vestiti di Livia. Si è ripresa la sua vita brigadiere e se ne è andata. Volete scrivere che si è imbottita di farmaci e si è suicidata? Embè cosa ho detto io, ha abbandonato uniforme e stampelle.