18 gennaio 2002

gramo

Una radio rivolta verso una comunità, ma non solo. Una radio che vuole unire servizio pubblico e servizio per una comunità, quella Rom, catalizzatrice dei peggiori preconcetti e delle peggiori discriminazioni. Radio©, che ha cominciato a trasmettere da Budapest, in Ungheria, rappresenta una svolta epocale: la conquista della libertà di informazione e di trasmissione anche per l’etnia Rom.

I principi espressi nello statuto intendono avvicinare i comuni cittadini, attraverso lo studio e la valorizzazione della cultura Rom, a un popolo che sembra essere conosciuto, ma che invece viene messo quotidianamente ai margini della società. Attraverso una programmazione dinamica e moderna, Radio©, che per adesso riceve finanziamenti e contributi sia governativi sia attraverso diverse fondazioni, punta a strappare mercato alle altre radio, per avere una sua indipendenza economica che le permetta di poter continuare il suo avventuroso viaggio, unico al momento in Europa, ma che già sta cominciando a fare seguaci. Una voce critica anche per tutte le democrazie dell’Est Europa, candidate ad entrare nell’Unione europea, che devono risolvere i molti problemi di convivenza, iniziando a riconoscere stessa dignità di cittadinanza alle vaste etnie Rom che vivono all’interno dei loro confini nazionali.

Clorofilla ha intervistato David Daroczi, direttore editoriale di Radio© che ha spiegato le ragioni di questo progetto.

Ci può parlare di Radio©, delle trasmissioni e del pubblico di riferimento?

“Radio© prova ad unire sia un’attività commerciale, sia un servizio pubblico per una comunità specifica, quella Rom. Questa è veramente una nuova forma di trasmissione, assente in altre radio. Trasmettiamo molta musica, sia di provenienza Rom sia pop commerciale, ma abbiamo ampi spazi di discussione. La lingua in cui trasmettiamo è l’ungherese, ma trasmettiamo programmi anche solo in lingua Rom. Cerchiamo anche di creare una radio commerciale nel senso di poter avere una certa quantità di entrate che ci permetta di essere indipendenti, ma senza rinunciare alle specifiche del nostro progetto”.

Quali sono i soggetti a cui vi rivolgete?

“Prima di tutto alle comunità Rom presenti nella capitale Budapest, ma allo stesso tempo a tutte quelle persone intelligenti che sono anche sensibili ai problemi sociali”.

Da dove proviene il nome della radio?

“Il nome proviene dall’iniziale ungherese di zingaro: Cigány. La lettera C è stato sempre il simbolo con cui venivano identificati gli zingari nelle scuole, negli ospedali. L’altro significato di ©  è ben conosciuto, vogliamo così dire che è un qualcosa di unico e qualcosa di assolutamente differente questa nuova radio”.

Come è nato questo progetto? Ci sono altre radio che trasmettono in lingua Rom in Europa?

“La storia è cominciata 10 anni fa con la caduta del sistema comunista. In quel momento l’organizzazione indipendente Rom NGO ha sentito il bisogno di realizzare un proprio organo di informazione e diffusione di cultura rivolto alla comunità Rom. L’esponente di maggior rilievo della NGO Andras Biro, un’attivista per i diritti umani, ha ricevuto finanziamenti dall’estero per realizzare questo sogno. Un’avventura cominciata dieci anni fa e che finalmente è una realtà oggi, dopo aver avuto il permesso di trasmissione per sette anni da parte del governo ungherese. Per quanto riguarda altre radio, ci sono soltanto alcune che trasmettono dei servizi sui Rom, ma niente altro. Una sola radio completamente Rom era presente in Macedonia, ma ha cessato le trasmissioni alla fine del 2001. Una radio che però trasmetteva soltanto musica Rom, senza nessun altro programma di rilievo. Non siamo a conoscenza di altre radio simili in Europa”.

Ci possono essere relazioni pacifiche in Europa con le comunità Rom, o continueranno le discriminazioni?

“Sono un giornalista e non un politico, vorrei non rispondere a questa domanda”.

Quali pensa che siano i principali problemi delle comunità Rom in Europa?

“Il principale problema è lo stesso in tutta Europa. I Rom sono persone molto povere, con un basso livello di istruzione e quindi diventa difficile cambiare ed interagire con un ambiente come questo, che subisce preconcetti e discriminazione in maniera molto forte”.

Quali sono i vostri prossimi progetti?

“Dare la possibilità ad altre minoranze di poter trasmettere i loro programmi nella nostra radio, accrescere la nostra redazione giornalistica, perché pensiamo seriamente di poter togliere terreno alle altre radio sul piano dell’informazione e di importare programmi Rom, da altre radio, creando una sorta di relazioni internazionali sia tra i Rom, sia tra tutte le persone vicine a questa cultura o comunque sensibili a queste tematiche”.

http://www.romaniworld.com/