di Adele Brunetti (link)

Ventitré scrittori contro le mafie per combattere silenzi e omertà
Repubblica — 06 novembre 2010   pagina 16   sezione: NAPOLI
VENTITRÈ scrittori del sud contro le mafie, in polemica con una frase urlata ad Olbia nel 2009 dal premier: “Se trovo quelli che scrivono libri di mafiae vanno in giro in tutto il mondoa farci fare così bella figura, giuro che li strozzo”. Parole che richiamarono il plauso di Totò Riina che, ricorda Marco Travaglio nella prefazione, commentò così: “È vero, ha ragione il presidente Berlusconi, tutte queste cose sono invenzioni, tutte cose da tragediatori che discreditano l’ Italia e la nostra bella Sicilia”. Tra sdegno e sfida, un coro di giornalisti, ricercatori, mediatori culturali, restituisce alla criminalità organizzata il suo volto insanguinato, le verità della cronaca, quello “Stato parallelo” saturo di collusioni con la politica, grilletti facili, degrado morale, assenza di futuro, stragi consumate nel silenzio. Il cancro del Mezzogiorno che non conosce cura, scandagliato attraverso lucide prospettive: Pietro Nardiello in un viaggio verso i beni confiscati alla Camorra, tra i troppi immobili abbandonati dalle istituzioni e le difficoltà burocratiche affrontate da chi opera nel sociale; Alessandro Chetta e Giorgio Mottola mentre incontrano le nuove generazioni di “stranieri” nati in Italia, i bimbi e i ragazzi, figli di immigrati, fotografati dalla Domiziana a Riace; Raffaella Rosaria Ferré che, in una coinvolgente parentesi narrativa, racconta la storia di un “guaglione come lo siamo stati tutti quanti” che, attratto dalle lusinghe della malavita ma non ancora avvelenato nel profondo dell’ animo, trova il coraggio di salvarsi. E ancora le feste religiose monopolizzate dai clan (Pappaianni), gli adolescenti di Casal di Principe (Solino), e un titolo, “Strozzateci tutti”, dal sapore di rivalsa contro l’ omertà e la compiacenza di chi spaccia la denuncia civile per calunnia.