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	<title>sergio nazzaro &#187; Ark o dell&#8217;orfananza</title>
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		<title>Ark o dell&#8217;orfananza</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Apr 2006 17:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergionazzaro.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ark]]></category>
		<category><![CDATA[Libri Vol.2]]></category>
		<category><![CDATA[Ark o dell'orfananza]]></category>
		<category><![CDATA[fumetto]]></category>

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		<description><![CDATA[postafazione per Ark di Alessandro Rak e Andrea Scoppetta L’opera di Rak&#38;Scoppetta si (s)compone attraverso la frammentazione del linguaggio del Fumetto. Le immagini si susseguono senza sfondi, senza un terreno che si ripeta pagina dopo pagina, senza un continuo temporale, senza una scrittura consequenziale, ma cercano di rimandare alla scomposizione dell’interrogarsi esistenziale, usando il dolore come traghetto per attraversare e ricomporre i frammenti dell’interrogarsi: nessuna risposta è data, solo affermazioni (di odio) altisonanti, secche, gelide, così raffinate che sembrano giocare con la retorica su una linea divisoria, mai attraversata. Ricomposizione, quindi, attraverso il dolore delle migliaia di frammenti vetrificati dell’inutilità del domandarsi e probabilmente del vivere. Ark pesca, con un fucile in mano, in un mare di pesci spolpati, le spine, le ossature dei punti di domanda. Unico punto di riferimento diviene il labile fumo della perenne sigaretta tra le labbra di Ark, che non teme le acque o il vento, la notte e il giorno, che lascia spazio solo alla fuoriuscita di sangue vomitato sulla strada. L’incertezza del fumo che si dissolve nei ripetuti incontri di Ark: labilità dell’orfananza, sentita temuta vissuta. Il vivere l’orfananza distingue il percorso di un opera che fonde in maniera assoluta la “nona arte” [...]]]></description>
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