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	<title>sergio nazzaro &#187; memoria</title>
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		<title>Michele Landa</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Sep 2006 13:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergionazzaro.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie per la Memoria]]></category>
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		<description><![CDATA[da Io, per fortuna c&#8217;ho la camorra (Fazi Editore 2009) Michele Landa muore il 6 settembre 2006 alle 4 del mattino. Ucciso a colpi di pistola prima, e poi bruciato nella macchina di servizio. Una storia che non ha avuto diritto di ospitalità nell’informazione. Una storia che deve essere raccontata. Michele Landa è un metronotte di Mondragone. La sua attività preferita è coltivare il piccolo pezzo di terra di famiglia. Ama fare ed essere un contadino: “Tu lo sai come sono fatti gli stipendi qua al Sud, e quindi papà lavorava come metronotte per portare qualcosa in più a casa”. Angela Landa ha la voce dignitosamente ferma, quando mi racconta i dettagli della morte del padre. “Papà, faceva questo lavoro da 24 anni, e la notte quando è stato ucciso, gli mancava solo un mese per andare finalmente in pensione”. I figli, invece, riceveranno da parte della cooperativa Lavoro &#38; Giustizia, l’ultima busta paga del padre con due ore di lavoro decurtate. Già, perché Landa riceve il suo ultimo stipendio, meno le ore che sicuramente non ha svolto. Tutto questo lo si deduce dalla macchina di altri colleghi metronotte che, avvistano alle 4 del mattino per l’ultima volta Michele Landa, [...]]]></description>
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		<title>Giovanna Curcio</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jul 2006 14:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergionazzaro.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie per la Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[bruciata viva]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Curcio]]></category>
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		<category><![CDATA[memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovanna Curcio è morta il 6 luglio intorno alle 5 di pomeriggio, bruciata viva in una fabbrica di materassi, nel Sud Italia. Nella nostra nazione di contratti a progetto non desta stupore che una giovane di 15 anni lasci la scuola e che trovi una fabbrica di materassi in uno scantinato di un palazzo. Nessuno se ne stupisce. Operaie sfruttate per pochi euri. Eppure di scantinati adibiti a fabbriche ce ne sono in quantità industriale al Sud. Ma nessuno, a quanto pare, proprio nessuno le vede. Sapete, questi posti, gli scantinati, sono luoghi interessanti, alla fine ti ci affezioni pure. D’inverno, mentre piove ti senti al sicuro. D’estate con il caldo, ci trovi un poco di fresco anche. E il padrone scende da sopra per rimproverarti. Senso del potere, scendere da sopra. E quando esci dal lavoro, risali sul marciapiede, ti accorgi che hai passato un altro giorno della tua vita, sotto il livello della strada. Già, oggi me ne vado a trovare degli amici al vecchio lavoro: in uno scantinato. Le facce sono indaffarate. Si corre, dalle piccole feritoie entra il gas di scarico delle macchine. Ma nessuno vede. Anzi se qualcuno va in comune e chiede una licenza [...]]]></description>
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