Terra dei Fuochi  reportage per Wired.it di Sergio Nazzaro e foto di Mauro Pagnano

Località Omo morto. L’ultima discarica ritrovata vicino a Caivano, comune a nord di Napoli. Omen nomen, l’ironia del male. Omo Morto non è una discarica di quelle impossibili da trovare, interrate sotto metri cubi di terra buona da coltivare. Quasi quattro chilometri per dieci di discarica a cielo aperto, al massimo sotto quaranta centimetri di terra. Trentaseimila tonnellate di rifiuti speciali.  Dopo i fusti di rifiuti tossici di Casale di Principe, il ritrovamento di discariche è quotidiano, perché basta percorrere le strade di campagna , le strade provinciali, ed ogni piazzola è una discarca. Non tutta la Campania, ma un territorio preciso, una zona di confine tra le provincie di Caserta e Napoli. “Gestiamo il bene confiscato Fondo Amato Lamberti, tra la discarica di Chiaiano e l’inceneritore di Acerra, ogni giorno ci sono riunioni e comitati”. Ciro Corona è l’animatore di Resistenza Anticamorra: “La mia impressione che dopo tanti anni, oggi si verifica l’effetto presa di coscienza per forzare le bonifiche, che mi auguro non saranno in mano a coloro che quando gestivano il ciclo dei rifiuti hanno reso tutto questo possibile”. Le domande sono tante quanto i roghi e le colonne di fumo che si avvistano in questo pezzo di Campania: “Sono venti anni che conosciamo queste storie, e oggi sembra che tutto debba cambiare. A senza una vera mappatura del territorio rischiamo di metterlo in ginocchio”. Peppe Pagano è animatore del Nuovo Commercio Organizzato e in prima fila nella lotta contro le discariche e per le buone pratiche agricole sui terreni confiscati: “Ci dicono che non ci sono i soldi per le bonifiche. E’ falso, perché tanti soldi sono stati spesi dalle vecchie amministrazioni, fino a 600 milioni di euro per avere questo risultato. Di poi tutti i malati di tumore vanno verso il nord, il quale ci manda i suoi rifiuti industriali a noi. Ad oggi la Regione Campania ha pagato 10 miliardi di euro per i viaggi della speranza. Se osservi i dati è impressionante. Si hanno industrie che diventano più competitive sulla vita di altri cittadini. Cosa si dovrebbe fare? Bonificare per davvero rendendo le zone inquinate No Food, mappare e dare un marchio di certificazione sanitaria a quelle terre che sono incontaminate”.

Nel frattempo già si teme un abbassamento fortissimo dei prezzi dei prodotti agricoli, ricomprati da aziende di nuova costituzione che poi cambiano l’origine dei prodotti e li rimettono nelle catene di grande distruzioni. Ipotesi su cui gli investigatori  si stanno già muovendo. “Sono ipotesi concrete, ogni emergenza crea spazi per la criminalità organizzata e non solo, perché in queste situazioni tutti hanno da guadagnare meno che i cittadini onesti”. Un ufficiale di polizia  che preferisce l’anonimato chiosa: “Un’economia malata si muove, strano a dirsi, molto più velocemente di un’economia sana”. E’ la terra dei fuochi e dell’ironia mortale.

qualche giorno dopo…

Terra dei Fuochi: ma quali sono i comuni infetti? Nessuno! Almeno a sentire la riposta del Ministero della Sanità, quando viene interpellata in merito. Se non lo sanno loro…

Da: “Ufficio Stampa” <ufficiostampa@sanita.it>
Data: 18/ott/2013 13:32
Oggetto: R: richiesta informazione elenco comuni campani rifiuti tassici

Buongiorno,
in merito alla sua richiesta, si informa che gli uffici competenti hanno comunicato che questo Ministero non ha mai diramato alcun elenco di comuni inquinati da rifiuti tossici, né per quel che riguarda il territorio Campano, né per quel che riguarda il territorio dell’intera penisola. Si informa inoltre che l’Istituto Superiore di Sanità ha ricevuto mandato dal Ministro della Salute di approfondire la problematica e che questo Ministero sta attivamente collaborando con l’ISS a tal fine.
Cordiali saluti

(e salutiamo, aggiungo io!)