catalogo Paesaggi da Fabula
catalogo Paesaggi da Fabula

Il mio testo per il catalogo “Paesaggi da Fabula” mostra curata e realizzata da FatLab.

Una Fiaba con problemi

C’era una volta una Fiaba in crisi. Occhi infossati, respiro pesante, notti insonni. Ore a parlare con gli amici di sempre: Poema, dall’alito pesante ma sempre acuto. Sonetto, che sembrava sbrigativo, eppure ci aveva pensato su. Racconto, qualche volta se la prendeva comoda, ma non ti deludeva. Romanzo, gli potevi chiedere tutti i dettagli di una storia e, aveva la pazienza di enunciarli tutti. Chiacchiere da tra amici, in un’osteria, taverna, bar, bettola ai confini del bosco, quasi un confine nel giardino del bene e del male. Niente da fare, Fiaba si rivoltava tra le lenzuola. Poesia, che aveva una voce delicata e convincente perché, non si sa come, sapeva parlare al cuore, convinse Fiaba a vedere un medico, di quelli che cercano di capire i tuoi pensieri: il dottore Critica della Ragion Pura. Famoso nel bosco delle voci, aveva avuto in cura gli amici di Fiaba, ed anche Poesia, per ritrovare il suo canto era andata a far visita a Ragion Pura.

“Non so cosa mi turba dottore, mi sento in colpa”. Disteso sul classico lettino con i cuscini comodi e i coloro tenui, Fiaba aveva preso il coraggio a due mani e aveva cominciato a narrare. “Vede dottore, forse la colpa è del troppo ottimismo che tradito si tramuta in pessimismo. Non voglio dare colpe, e neanche illusioni, io esisto, e questo vuole pur dir qualcosa, ma non posso caricarmi tutto sulle spalle”.

Ragion Pura guardava Fiaba, il caso era complesso: “Senti Fiaba, andiamo con ordine, di che cosa ti senti responsabile?”

“Di esistere. Voglio dire, so che quando mi narrano,mi disegnano, il mondo diventa un posto migliore. Però poi la gente cresce, e si sente tradita. Non era una Fiaba vera, non esistono le fiabe, è tutto illusione”.

“Ma qualche volta ha avuto soddisfazioni dalla sua esistenza?”

“Si dottore, anche tante. Sa qualche volta ci sono giovani coppie che per descrivere i loro sentimenti dicono che vivono una Fiaba. Poi qualche volta, un malato, solo in ospedale, riceve una visita, e gli sembra di essere in una fiaba”:

“Sono belle soddisfazioni, direi”.

“Ha ragione, ma le amarezze stanno prendendo il sopravvento. E’ come se il peso di questa visione migliore che non si avvera diventi una colpa che mi toglie il respiro. Si figuri se non voglio tutti felici e contenti, sono nato per fare questo lavoro, non c’è nessuno che può farlo meglio di me. Ma non sempre tutto va per il verso, giusto”.

“Senti Fiaba, non puoi sentirti responsabile di come ti sentono coloro che ti leggono e tantomeno puoi sentirti responsabile del quotidiano vivere che diventa fatica e oscura il ricordo dei bei giorni passati con te. Il tempo passa, noi lo sappiamo bene che non invecchiamo mai, e le amarezze, qualche volta, diventano maggioranza silenziosa”.

“Allora Ragion Pura, sono condannato a dormire male, a tormentarmi per i giorni a venire?”

“No Fiaba, devi accettare il fatto che gli occhi che ti scrutano qualche volta si riempiono di lacrime, non sono sempre di felicità, ma almeno tu hai provato, hai dato il meglio di te, ma le spalle della vita non sono tue, sono di coloro che ti leggono, e bisogna rispettare sia il peso che le spalle”.

“Che posso fare allora dottore, come mi posso aiutare?”

“Ascolta, gli esseri umani posso decidere di diventare fiaba, se lo facessero ogni giorno, chissà avremmo giorni più sereni, però anche tu puoi diventare umano, perché la loro non è solo esistenza dolorosa, ma anche gioiosa”.

“Per davvero Ragion Pura?”.

“Si e ti sei dimenticato Fiaba che il merito è anche tuo. Puoi non crederci più, puoi dimenticare ciò che hai ascoltato da bambino, ma le orecchie dei neonati registrano la memoria dell’universo, e quando sorridono gli umani è perché ricordano che esisti, e puoi diventare realtà”.

Fiaba tornò a casa, sollevato, anche se non completamente convinto. Poi vide Poesia che stava preparando il caffè in cucina, e capì.

Fantastico o realistico, solare o cupo, affollato o deserto, c’è sempre un “luogo” in una fiaba, uno spazio che, apparentemente, fa solo da contorno alla storia ma che, in realtà, ne esprime spesso il significato più profondo. In seguito alla esperienza positiva del primo evento realizzato da Fat Lab www.fatlab.it, cinque artisti ci coinvolgeranno, ognuno con la propria tecnica, in quel doppio viaggio di trasformazione dei paesaggi idealizzati in cose che ancora non immaginavamo, e partendo dal “c’era una volta” ci sveleranno il segreto più nascosto della fiaba: noi stessi. Oltre agli artisti della factory di Fat Lab (Giancarlo, Mauro e Flavia Caracuzzo), la Galleria Interno Rosso accoglierà le opere del berlinese Werner Linster e della svizzera Marianna Wyss-Fent. Introduce Sergio Nazzaro