Una settimana fuori dall’Italia. Disintossicato dalla televisione e la stampa nazionale. Si scopre che fuori, nel mondo ne accadono di cose.

Torno e mi trovo il festival di San Remo (ma chi se ne frega?) che fa record di ascolti, Veltroni si dimette e arriva Franceschini (ma non appoggiava ogni dichiarazione di Uolter? Lo faceva per conservarsi la propria posizione o è il cambiamento, ma di cosa poi?) ci sono le ronde legalizzate. Non voglio che le prossime righe sembrino la solita presa di posizione intelligente, ma in Australia esiste da sempre una cartello che recita: il vicinato osserva. Cioè, la comunità si prenda cura insieme della proprio spazio, senza fare ronde, ma omettendo l’omertà. Quindi, qualsiasi crimine accade si collabora con le forze di polizia. Certo è che più polizia c’è nelle strade più è insicuro un paese, con le ronde a che livello si è giunti? Altra domanda: ma le ronde valgono solo per i soliti rumeni e zingari o qualcuno denuncerà il pizzo? Avremo le ronde anche a Scampia contro gli spacciatori, i camorristi? Avremo le ronde in Calabria contro l’ndrangheta, in Puglia contro la Sacra Corona Unita, in Sicilia contro la mafia? Quindi se vediamo qualcuno minacciato dai soliti bravi ragazzi chiamo la polizia o le ronde della giustizia? Ma se in Italia i testimoni (non i pentiti) di omicidi della criminalità organizzata vengono trattato a pesci in faccia, perché le ronde dovrebbero farmi sentire più sicuro? Questa volte mi girano troppe domande per la testa: e se vado vicino al Parlamento, posso entrare e fare ronda anche li dentro? Mi offro volontario. Ronde, ronde ronde: ma se i quartieri delle periferie cittadine avessero più servizi? Mi spiego: una ronda se chiede più illuminazione, più pulizia, più poliziotti di quartiere al comune, il comune li darà? Posso correre dietro un rumeno, ma posso farmi anche aggiustare i lampioni della strada sotto casa? Ma siamo così imbecilli per davvero? E la gente è anche contenta delle ronde. Il mondo è così piccolo visto in Italia, siamo così piccoli noi, spaventati, codardi, ignavi, e ho il timore che una minoranza banale stia rappresentando anche una maggioranza normale e assennata, ma finché ci saranno sempre i soliti sulle solite poltrone il futuro è bello che fottuto.